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21 aprile 2020 – Natale di Roma, in solitudine…

 

Tutte le strade portano a Roma… o forse il contrario?  Forse tutte le strade partono da Roma e vanno altrove, dico io.

E lo dico a ragion veduta, infatti pur essendo nato a Roma ecco che il destino mi ha fatto lasciare irrimediabilmente la patria avita mettendomi sulla strada del pendolarismo in quel territorio che un tempo fu dello  Stato della Chiesa. Faccio avanti ed indrè fra Treia,  nelle Marche,  e  Spilamberto, in Emilia Romagna…

Però non dimentico le mie origini e anche quest’anno voglio ricordare  il Natale di Roma,  a Treia, che fu città romana, lo farò  il più semplicemente possibile,  anche perché siamo in tempi di reclusione domiciliare e non possiamo spostarci per più di 200 metri attorno casa, né possiamo incontrare amici e parenti  per non creare pericolosi assembramenti.

Chissà, forse la prima definizione territoriale di Roma, compiuta dai suoi leggendari fondatori, Romolo e Remo, si estendeva in un cerchio di 200 metri di diametro, in fondo quelli erano tempi pastorali e in 200 metri  di capanne ce ne stavano parecchie…

Ma andiamo  a  leggere qualche libro di storia. Lo storico latino Varrone riporta la nascita di Roma al 21 aprile del 753 a.C. ma siccome la giornata fu macchiata da un fratricidio, Romolo uccise Remo, o forse per ragioni legate alla qualità del tempo, questo giorno era considerato nell’antico calendario romano “nefasto puro”. Ciò non ostante il 21 aprile da tempo immemorabile era festeggiato con le cerimonie dette “Palilia”, le feste dedicate a Pales antica dea italica protettrice dei pascoli, importanti per l’economia agricola pastorale, in quel giorno la campagna romana veniva benedetta con le ceneri provenienti da un fuoco di paglia per purificare le messi e gli armenti. Mi sembra che questo rito valga la pena di essere ricordato, anche per riportare l’attenzione ai bisogni primari dell’uomo e sul come soddisfarli in modo naturale. Per questa ragione sarei felice se questo Natale di Roma fosse onorato in modo allargato –diffuso, come si dice oggi- in tutto il territorio che un tempo fu romano, senza delineare uno specifico areale ma lasciando alla fantasia di ogni abitante il compito di come e dove svolgere la funzione sacrale commemorativa, dimenticando il fratricidio legato al senso del possesso e del potere e ricordando invece la sacralità dei luoghi che contribuirono al sostentamento dei romani. Ritorniamo al grande magma della vita in cui ogni luogo è sacro e rappresentativo della Terra.

Roma sorse con un messaggio di superamento delle etnie e delle appartenenze, riportiamo l’attenzione al calderone magico dei primordi, che è la Terra stessa – come dice Marina Canino, ricercatrice delle origini della romanità – in cui ritrovarsi vivi nella circolazione delle cose e delle persone, un fluire che porta ricchezza, e non nella distribuzione schematica e programmatica di un sistema politico-economico-religioso mal sopportato da tutti, ma in silenzio…

Alla ricerca di un “nuovo respiro” e di “un’altra dignità umana”  restiamo ognuno a casa propria  (come da disposizioni governative),  il  21 aprile 2020, magari   intonando inni sacri sul poggiolo  e meditando sul nostro presente di romani senza più radici…

Paolo D’Arpini

Treia. Circolo Vegetariano VV.TT.

Fonte: https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2020/04/20/21-aprile-2020-tutte-le-strade-partono-da-roma-ed-una-arriva-a-treia/

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