UN VIRUS CHE INSEGNERA’ MOLTO A MOLTI, EVIDENZIANDO ANCHE L’ IRRESPONSABILITA’ NELLA GESTIONE DELLE PAROLE…

Non voglio assolutamente dire che le chiacchiere, anche da parte di soloni della cosiddetta scienza, stiano facendo più male del maledetto virus in atto, cosa che peraltro si vedrà fra non molto, tuttavia, mi par di poter dire con assoluta certezza che, questa nefasta patologia ancora dai risvolti molto subdoli (stando alle notizie di oggi morirebbero infatti giovani con nessuna precedente patologia), ha messo in evidenza un target a largo spettro a cui piace chiacchierare per avere visibilità, un altro che invece, senza dare certezze, si sforza di ipotizzare seriamente previsioni ed eventuali probabili soluzioni, ed altri ancora che, in assoluto silenzio, si danno da fare semplicemente per aiutare, come medici, infermieri, donne di pulizia, necrofori ed istituzioni varie, non esclusi i negozi alimentari, le farmacie, ma anche gli edicolanti (scusandomi per le eventuali involontarie omissioni).
Ormai che, come si sente dire, pare che dovremmo essere alla metà circa del guado per raggiungere il picco della patologia che, secondo una sensazione comune (non so se per farsi coraggio o per convinzione più o meno vicina alla fine del cosiddetto tunnel) il momento pare evolversi in una seppur cauta speranza di superamento della fase critica, sembra stiano emergendo delle figure, note anche prima, ma che ora connotano oggettivamente veri ciarlatani della politica, della cultura, ma anche della scienza. E mi fermo qui, anche perché tante cose le ho già dette in diversi articoli precedenti.
D’accordo che ognuno di noi può avere una opinione diversa dall’altro ma, strumentalizzare la patologia in direzione del tornaconto personale, io intravvedo in questa occasione di dolore ed apprensione anche per il nostro Paese solo mera ignoranza e nulla più di diverso !
Detta mia constatazione nei vari contesti potrebbe anche essere ignorata dalle persone oneste e di buon senso se non fosse perché essa ha finito per determinare un clima di confusione sociale, correlata a successiva depressione da far ammalare ulteriormente chi vive l’ansia di questo disgraziato momento. Non per niente, l’ho scritto più volte, depressione ed ansia alimentata da tanti “chiacchieroni” finirà per trasformare le varie malattie psicosomatiche in vere e proprie patologie organiche, realtà di cui stiamo già cogliendo diverse avvisaglie, anche nelle nostre famiglie.
Vorrei concludere con un’altra cosa molto importante. Si ha la certezza che in questo momento anche le strutture ospedaliere siano state contagiate da questa depressione riconducibile al loro immane stress operativo (non so sé è il termine giusto, ma chiamatela come volete). Infatti, oggi il pronto soccorso (ma anche le farmacie per certe misurazioni) hanno cambiato fisionomia per cui, come è successo anche allo scrivente, se un povero Cristo, avverte ad esempio un indecifrabile mal di pancia, una peritonite in corso, oppure una iperglicemia da collasso o alta pressione da ictus, non può essere subito controllato facendogli correre immediati gravi rischi, prima di assolvere ad una serie impressionante di prassi che, mettendo giustamente in posizione di assoluto privilegio la patologia del virus, sembra invece considerare in sott’ordine tutte le altre patologie che, prima del virus, erano invece seriamente considerate.
Come dire: ora è l’ospedale il vero malato e non il paziente…?!
Mi sbaglierò, ma non credo più di tanto.
Arnaldo De Porti
Belluno-Feltre

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