CORONAVIRUS PASSERA’, MA LO STRASCICO PSICOLOGICO SI TRASFERIRA’ IN STRUTTURE PSICHIATRICHE ?

Anch’io, come giornalista, sono condizionato dal percorso in macchina che va dalla mia redazione privata, annessa ad abitazione secondaria sita in Feltre, fino alla casa di abitazione familiare nei pressi di Belluno: in tutto una quindicina di chilometri.
In un certo qual modo mi posso anche ritenere fortunato nel senso che, una quindicina di chilometri, costituiscono qualcosa in più rispetto al cortile “per prendere aria” dei carcerati. Tuttavia, malgrado questo… privilegio, mi par di poter dire che, quest’aria sembra avere lo stesso odore e sapore : quelli di un’oggettiva privazione della libertà per tutti, siano essi carcerati o non.
Come non bastasse il clima, anche se ottimo dal punto di vista meteo, sembra pure esso assecondare in negativo la situazione, vivendo (si fa per dire) durante il percorso di quindici chilometri di macchina: non si vede anima viva a piedi, salvo qualcuno che cammina di fretta fortemente protetto da strumenti di fortuna, mascherine, sciarpe, fazzoletti ecc,ecc. , il tutto all’insegna dell’improvvisazione.
Nei supermercati, se non fosse perché è in atto una tragedia sanitaria, verrebbe anche da ridere in quanto i clienti si “scansano” fra loro osservando non solo le distanze prescritte dalle Istituzioni, ma anche tenendo un religioso silenzio che, ricordando il frastuono a cui, soltanto fino a qualche giorno fa eravamo abituati a sentire fra gli scaffali , pare di sostare in…cimitero.
Ora, il giornalista Ferdinando Avarino, Vicedirettore del Gruppo Media Nord-est, dice urlando su Whatsapp che il picco, secondo il governatore del Veneto, Luca Zaia, ci sarà il 15 marzo 2020 ma che, nel frattempo, – egli parla del 15 aprile 2020, saranno oltre 2 milioni i veneti infettati, vale a dire circa la metà degli abitanti. Ergo , egli dice, bisogna stare a casa perché ci si infetta anche andando fuori …a passeggio, magari (sue parole) per portare il cane a fare la pipì…
Io non so se si tratti di terrorismo mediatico, anche se personalmente concordo con il suddetto collega nel senso di “stare a casa”, ma colgo il suo…”vociare” estremamente concitato e da spavento presso la pubblica opinione, per dire che, di questo passo, come ho già appurato ascoltando diverse persone, i postumi di questa patologia, sulla quale anche i nostri soloni della scienza stanno brancolando, spesso in contrasto fra loro, finirà per sfociare in ben altre strutture ospedaliere, vale a dire quelle che, a suo tempo, sono state chiuse dalla legge n. 180 del 1978 dal dott. Franco Basaglia. E ciò, correndo il rischio che lo spirito di questa legge, invero molto positivo nella sostanza, possa in qualche modo mostrare ulteriori crepe in funzione di mancanza di strutture ad hoc.
Esattamente come è successo dopo che detta legge è andata in vigore.
Arnaldo De Porti
Feltre-Belluno

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