CORONAVIRUS PASSERA’ COME PASSA TUTTO, MA RESTERANNO, AD PERPETUAM REI MEMORIAM LE FESSERIE DETTE DAI SOLONI IMPROVVISATI E NON DELLA SCIENZA…

Qualche giorno fa, frastornato dalle troppe dicerie di persone “istituzionalizzate” e non del mondo sanitario, ho avuto una piccata reazione come la seguente: “non è sempre necessario possedere una laurea in medicina per saperne più del laureato stesso in quanto, molto spesso, per chi ha già una certa cultura, anche internet aiuta…”; dico subito che detta affermazione mi è stata estorta da un sentimento secondo il quale , quando si sta male, non deve esserci assolutamente alcuna discriminazione fra anziani e giovani … sentimento, il mio, peraltro condiviso da una moltitudine di persone (anche interessate per l’età non più giovane come lo scrivente), ma anche da eminenti personalità della scienza medica che, pubblicamente, si sono dichiarati assertori dell’etica clinica a 360 gradi anche se venissero a mancare gli strumenti per la terapia intensiva, di cui si prevede già a breve una certa carenza… Unica reazione avuta: un ex-primario mi ha inviato mail a sostegno della categoria alla quale appartiene (peraltro fuori tema rispetto al mio pensiero), guardandosi bene dal confermare che anche l’esperienza di vita gioca un ruolo importante in qualsiasi contesto professionale, sia esso medico, ingegneristico, fisico o qualsiasi altro… e, sotto-sotto, anche ironizzando sulle mie argomentazioni…
In detta sede eccepivo che molte personalità, anche della medicina, si erano espresse a suo tempo con troppa ed eccessiva sicumera sulla guarigione di certe patologie e che, alla fin fine, ci siamo trovati (ed ancora siamo) allo statu quo ante… (eziologia del tumore docet !)
Confesso che, personalmente, non sono solito “fermarmi alla prima osteria” come si dice in Veneto, tanto da dover mettere in moto subito anche l’esperienza di vita a confronto con l’ufficialità scientifica di certe affermazioni, se vuoi anche col conforto, a perenne memoria, del mio maestro, Indro Montanelli, il quale diceva che, molto spesso, i medici inciampano in un filo di lana…
Perché questo antefatto ? Perché, contrariamente a ciò che si dice ufficialmente, fossi anche l’unico ad affermarlo, io non sono assolutamente convinto che l’attuale maledetto virus, si possa contenere restando ad uno-due metri di distanza dalle persone, stante il fatto – come del resto dicevano anche i cinesi poche settimane fa – esso ha una velocità di trasmissione e percorrenza che potrebbe andar oltre ai quattro-cinque metri, non solo, ma una vita molto più lunga rispetto a qualche minuto (?) dichiarato dalla scienza ufficiale; e ciò, non sottacendo che (e ciò farà sorridere i soloni della scienza, ma non mio nonno – se fosse ancora in vita – e che ha fatto sì e no, la terza elementare), che i vari virus si…scontrano diminuendo le distanze ed incrementando la loro pericolosità, come dire: insieme si fa la forza.
Ciò malgrado, come ho scritto non più di qualche ora fa anche su questo importante giornale, mi sento abbastanza ottimista sull’esito non infausto della patologia in itinere anche nel nostro territorio, per cui, come ultima ratio, non posso che condividere le severe ordinanze a mezzo decreto da parte delle Istituzioni, ma non mi esimo dal dire che, in questa realtà patogena come non mai, ci sarebbe da mettere in discussione tutto ed il contrario di tutto, confidando solo sulla “generosità” degli anticorpi miracolosi della natura, prima ancora di quelli che si trovano dentro di noi. E ciò, stante il fatto che, anche in questo preciso istante, la scienza sta procedendo a tentoni…
Penso che non ci vogliano culture superiori a quelle di mio nonno semi-analfabeta per capire…
Arnaldo De Porti

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