OGGI NON SEMPRE E’ NECESSARIO ESSERE LAUREATI PER SAPERNE DI PIU’ DEI LAUREATI STESSI…

Dal mio osservatorio di semplice cittadino con l’aggravante – purtroppo – dell’età pluri-ottuagenaria, posso arrogarmi la certezza che, sia durante la mia professione che in contesti esterni a detta professione, ho incontrato persone di altissimo livello culturale che spaziavano tranquillamente dalla chimica alla fisica, dalla medicina all’ingegneria e, persino dall’edilizia alla…teologia.
Questa considerazione, ovviamente, ha una sua giustificazione su quanto mi accingo a dire in appresso. Oggi infatti, e ciò capita abbastanza spesso che, le università sfornino laureati che, alla fin fine, sono arrivati al traguardo per ottenere soltanto il famoso “pezzo di carta”, ma privi di qualsiasi tipo di esperienza sul campo, anche in medicina, ove detta esperienza, come dicono i medici della vecchia guardia, si acquisisce solo nei vari “Pronto Soccorso” piuttosto che nei reparti, o peggio ancora, nel contesto privato. Così dicasi anche per i diversi altri contesti professionali, ove, tanto per fare un esempio eclatante, a volte si vedono muratori che ne sanno più dell’ingegnere…
Perché tutto questo preambolo, qualcuno mi chiederà.
La risposta è semplicissima. Oggi internet ha rivoluzionato il sapere, la conoscenza ed altro, tant’è che, coloro che hanno interesse, spesso si avvalgono di questo prezioso strumento per… “laurearsi in proprio”, materializzando una sorta di meccanismo fai-da-te, evitando frequenze universitarie, alti costi di frequenza, libri ed altro, oltre, ovviamente, a non sottrarre tempo all’eventuale attività contestuale in corso.
Detto questo, da infastidito da parte dei vari soloni che quotidianamente si esprimono “scientificamente”, non v’è dubbio alcuno che la pubblica opinione non sappia a che santi appellarsi e, molto spesso, finisca per dare ascolto a chi, specie nelle varie emittenti televisive, sembrano più convincenti anche rispetto la medicina ufficiale, ora più che mai rispetto alla sanità.
Allora emergono i vari Panzironi sul conto dei quali si instaura un contenzioso che, giocoforza, finisce per dar ragione a chi è istituzionalizzato. Ma oltre a quest’ultimo- ci sarebbe da aggiungere – appaiono una miriade di medici veri, i quali sembrano avere come scopo prevalente la promozione dei farmaci prodotti da questa o quell’altra casa farmaceutica. Ne consegue pertanto che, ad un certo punto, si finisce per confondere l’utile per il non utile, lasciando in balia di se stessi tutti coloro che hanno bisogno di essere informati correttamente.
Oggi è estremamente pericoloso, specie alla mia età, addossare delle responsabilità sia a Caio che a Sempronio, per cui non resta che stare zitti sotto l’ombrello della ipocrita opportunità.
Se dovessimo esaminare, per esempio, tutto ciò che si è detto sul virus che sta attanagliando il Pianeta (ora in questo preciso momento scopro che i virus sarebbero più di uno) dovremmo tutti abdicare ad una sorta di depressione mondiale, alias anticamera dell’ultima dimora.
A questo punto, tanto per non saper né leggere né scrivere, mi verrebbe da pensare che, l’unico rimedio alla patologia in atto, starebbe nella generosità della natura che, probabilmente, col passare del tempo, breve o lungo che sia, potrebbe fornirci i suoi antidoti appunto naturali e fare così la differenza rispetto ai predetti soloni della scienza, i quali, in questa preoccupante evenienza sanitaria, stanno trasformando una patologia batterico-virale in patologia neurologica.
Mi auguro di sbagliare dalla A alla Zeta.
Arnaldo De Porti

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