IL SI ALL’IMMUNITA’ PER SALVINI? UNA SCELTA DEL MALE MINORE PER IL PAESE !

Sono abituato, come normalmente fanno in molti, a scegliere fra due mali quello minore a condizione però che la scelta non significhi andar contro le regole di convivenza civile, della legalità, e non vengano pertanto lesi gli interessi della collettività; e lo faccio, se necessario, anche otturandomi il naso, come si usa dire accettando le idee di chi la pensa in modo contrario…

Oggi tutti dicono la “loro” su questa vicenda che ha determinato immobilismo anche nelle azioni del governo e lo fanno senza chiedersi cosa sarebbe successo se le cose fossero andate diversamente a seguito di una crisi di governo.

Non credo si debbano mettere in moto sforzi disumani per rendersi conto che, nella fattispecie, il paese sarebbe rimasto senza governo per un bel po’ di tempo con conseguenze negative piu’ che prevedibili, conseguenze che, in ultima analisi, avrebbero rovinato il Paese, confinandoci fra i “pezzenti” dell’Europa, proprio noi che l’abbiamo fondata allora con soli altri 5 partner.

Detto questo, mi par di poter affermare, se vuoi anche con un po’ di rassegnazione, che altra soluzione non ci poteva essere. Io, da sempre in quota centro-sinistra, spesso mi chiedo : “ Ma Salvini è davvero uomo di estrema destra o di sinistra moderata ?” Le sue azioni di governo, infatti, per quanto poche o quasi nulle rispetto a quelle di Di Maio costretto a lavorare senza le casse di risonanza riconducibili ad un Salvini politicamente più esperto, hanno ben poco di destra: il discorso “Fornero” infatti ha dei punti in comune con il reddito di cittadinanza se non altro con riferimento agli interessi delle classi povere…. O no ?

Non capisco perché tanti si ostinino nel qualificare Salvini come un altro Mussolini quando oggettivamente il suo modus operandi appare del tutto diverso. Proprio ieri, da una persona molto qualificata anche per il suo standing manageriale nel campo economico-finanziario, mi è stato detto che l’uomo Salvini gli sembra un fuorilegge e che di Maio si connota come un imbecille, non solo, ma – ha aggiunto il mio interlocutore – che non gli dispiacerebbe di uscire dall’Europa.. “ Preferirei essere governato bene da un ladro piuttosto che da uno sprovveduto incapace…” ha poi concluso, apparentemente convinto, o forse in veste provocatoria, riferendosi rispettivamente a Salvini e Di Maio, ma soprattutto ai governi di prima..

A questo punto, ovviamente in totale dissenso rispetto al mio illustre interlocutore, io sono del parere che, superati i problemi che sin qui hanno immobilizzato il governo con la “Diciotti ed altro”, si debba ripartire con più determinazione e più forza, facendo la guerra con i soldati che abbiamo, magari mettendoci un po’ di fiducia nelle azioni del governo ad evitare che i continui “bla-bla” anche da parte giornalistica, finiscano per peggiorare le cose. A meno che, finita questa questione, non si incominci con il…Padre di Renzi… cosa che ha preso il via oggi da parte di tutti i mass-media.

Masochisti sì, ma fino ad un certo punto !

Ed infine, sarebbe auspicabile che i Tribunali non si impicciassero sulle cose di governo, almeno fino a quando questa nostra democrazia, malata all’ultimo stadio, non venga privata della suddivisione dei poteri.

Aspetto questo che, oggi come oggi, sembra essere stato messo in sottordine da parte di quasi tutte le Istituzioni con continue invasioni di campo. Come è successo per il caso Salvini, fra potere giudiziario e quello di governo.

Arnaldo De Porti

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