Emanuela Silvi. Intervista sulla Sanità  alla candidata regionale per Fratelli d’Italia

Dott.ssa. lei è direttrice della Farmacia dell’Ospedale Sant’Eugenio CTO e responsabile della appropriatezza prescrittiva Ospedale-Territorio, prossima contitolare di Farmacia a Roma ed oggi candidata alle elezioni Regionali del 4 marzo per Fratelli d’Italia, come mai questa scelta? Come pensa che tale scelta possa migliorare la Sanità della Regione Lazio?

Guardi ho consacrato tutta la mia vita professionale e buona parte della mia vita privata per stare a fianco dei più deboli, attenta ai bisogni dei malati, degli ultimi, di quelli che non hanno “voce”, sia nell’ambito sanitario-ospedaliero erogando farmaci salvavita ai pazienti ricoverati e in dimissione, ai malati ematologici, oncologici, affetti da fibrosi cistica, talassemia e malattie rare, ed anche nel sociale con volontariato e beneficenza, con una particolare capacità di ascolto che va oltre le necessità materiali, ma ho visto che non è bastato per migliorare definitivamente la condizione delle persone. Ciò perché esistono meccanismi operativi che, a monte, decidendo e dettando le condizioni socio-politiche del settore sanità, spesso attraverso una eccessiva complessità e burocratizzazione e per un’ inefficienza complessiva, vanificano in buona parte l’impegno delle persone di buona volontà. Dunque ho pensato che soltanto attraverso la politica è possibile migliorare il settore sanitario cui ho dedicato le energie di una vita intera, far passare quelle proposte che solo un’esperienza ultratrentennale permette di fare. Ho deciso, come si dice, forzando un po’ il mio carattere di “metterci la faccia”.

È stata quindi una scelta pensata?

In quanto professionista nella sanità la mia specializzazione è altro che la politica. Ma guardando la realtà in cui viviamo non mi sono potuta esimere dall’impegno civile. Come posso ignorare che buona parte della popolazione, anziani, portatori di handicap e invalidi sono emarginati e hanno gravi difficoltà ad accedere alle terapie basilari ed ai servizi socio-sanitari ed assistenziali? Ho deciso di mettere al servizio della collettività e soprattutto dei bisognosi una esperienza unica che mi viene dalla mia carriera ultratrentennale. Ritengo che la complessità nella quale siamo immersi renda necessario per la politica attingere dal professionismo, dall’operatività sul campo, per pianificare progetti nuovi e, soprattutto, correggere errori e storture. E questa necessità la si sente soprattutto nella Sanità dove bisogna coniugare esigenze di spesa pubblica e imperativi socio-sanitari. Sicuramente è sul territorio e nella continuità ospedale-territorio dove si gioca la partita della Santità futura. Ho la mia ricetta e ho deciso di metterla a disposizione dei cittadini.

La scelta quindi è stata automatica? La conoscenza e l’esperienza tecnica di gestione in sanità sul campo e la politica, sono indispensabili?

Non necessariamente, ma la politica non dovrebbe comunque prescindere dalle conoscenze e dall’esperienza sul campo perché in questo caso fa lo stesso errore fatto dai governi tecnici. Vorrei ricordare che gli atti dei governi tecnici sono stati espressione di una “elite” culturale che come certa politica, ha dimostrato di ignorare la realtà delle cose, i reali bisogni della gente. Ebbene ciò che propongo è esattamente all’opposto, parte dal basso, dalla presa d’atto dei problemi giornalieri dei cittadini e degli operatori sanitari, dal tentativo di risolverli. Uno dei punti salienti della mia ricetta è ad esempio portare direttamente a casa degli anziani e degli invalidi i farmaci e tutte quelle prestazioni socio-sanitarie e riabilitative cui attualmente accedono con molta fatica oppure cui non riescono ad accedere affatto. Dunque non è stata una scelta automatica ma una opportunità offertami da Fratelli d’Italia e da Giorgia Meloni che ringrazio. Ho colto l’invito pur conscia di affrontare un impegno importante. È, per me, una sfida.

“Prima di tutto VOI” è il suo slogan, non lo trova un po’ demagogico?

Assolutamente no e perché? Quale crede debba essere l’obiettivo prioritario della sanità se non la gente, i cittadini? E’ la “salute pubblica” il vero guadagno, il profitto di una Azienda come quella sanitaria. Noi dobbiamo lavorare per la gente tenendo conto delle leggi e delle esigenze di bilancio.

“Prima di tutto VOI” poi il resto.

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