Yemen: Save the Children, ogni giorno 600 nuovi casi di bambini colpiti da malnutrizione grave. Il Paese a rischio carestia se il blocco delle importazioni non verrà  rimosso

Per 7 milioni di persone enormi difficoltà a consumare anche un solo pasto al giorno; quasi 15 milioni, tra cui 8 milioni di bambini, non hanno accesso a servizi sanitari adeguati; carenza d’acqua pulita in almeno 7 città del Paese

Ventimila nuovi casi ogni mese di bambini sotto i 5 anni colpiti da forme gravi di malnutrizione, in media 27 ogni ora. Sono i numeri allarmanti che sta facendo registrare la crisi in atto in Yemen e che sono destinati a crescere in modo significativo se non verrà interrotto il blocco alle importazioni commerciali e agli aiuti umanitari imposto dalla Colazione guidata dall’Arabia Saudita, che sta portando alle stelle i prezzi dei beni di prima necessità nel Paese.

Save the Children, l’Organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro, esprime profonda preoccupazione per le conseguenze del blocco in Yemen, nonostante l’annuncio della ripresa degli accessi di aiuti umanitari nel Paese.

Il blocco totale dei porti di accesso settentrionali dello Yemen imposto dalla Coalizione a guida saudita nelle scorse settimane ha aggravato ulteriormente la già grave crisi in corso nel Paese. Decine di spedizioni e voli umanitari che trasportavano aiuti salva-vita sono state rimandati indietro. La Coalizione ha ora annunciato la riapertura dei canali umanitari, tuttavia sull’accesso ai rifornimenti commerciali attraverso il porto principale di Hodeidah, che gestisce circa l’80% delle importazioni in Yemen, il blocco resta ancora in vigore.

A causa del taglio dei rifornimenti, sia degli aiuti umanitari che dei beni commerciali, la carestia potrebbe diffondersi in Yemen nel giro di 3-4 mesi. Sette milioni di persone stanno infatti già incontrando enormi difficoltà nell’accedere anche a un solo pasto al giorno e 14,8 milioni di persone, tra cui più di 8 milioni di bambini, non hanno adeguato accesso a servizi sanitari, con solo meno della metà delle strutture sanitarie funzionanti.

“A volte mio figlio viene allattato dalla mamma e altre volte dobbiamo dargli il latte in polvere perché la madre non ha più latte. Non riesco ad assicurarle cibo sufficiente per allattare al seno nostro figlio. Questo blocco sta avendo conseguenze su tutti i cittadini, nel Paese non arrivano più cibo e medicine e metà della popolazione sta morendo per questo”, racconta Abdu Saleh, padre del piccolo Qais* di appena 10 mesi.

Il persistente blocco commerciale imposto a Hodeidah sta infatti aggravando la già devastante crisi alimentare e sta portando a un incremento significativo delle morti infantili dovute alla malnutrizione acuta e a malattie facilmente prevenibili e curabili. I prezzi dei beni di prima necessità come latte, zucchero e carburante sono aumentati bruscamente mettendo molti genitori di fronte a scelte letteralmente impossibili come comprare medicine per un figlio malato o cibo per un bambino affamato.

Inoltre lo Yemen necessita di circa 4,8 milioni di litri di carburante ogni mese per far funzionare il proprio servizio idrico. Attualmente, almeno 7 città stanno registrando carenza d’acqua pulita e si teme fortemente che altre strutture sanitarie dovranno chiudere a causa della scarsità di acqua corrente e di carburante per i generatori. Senza accesso all’acqua potabile ci aspettiamo di assistere all’acutizzarsi di malattie come colera e difterite, con conseguenze ancora più gravi sui bambini malnutriti che sono i più vulnerabili in questo contesto.

“È come se i bambini dello Yemen fossero stati intenzionalmente privati di aiuti salva-vita, vaccini e costretti a soffrire la malnutrizione. L’impatto che tutto ciò sta avendo sulla popolazione noi lo vediamo con i nostri occhi ogni giorno, quando genitori disperati ci portano i loro bambini gravemente malnutriti per le cure necessarie, perché loro non riescono a nutrire i propri figli in modo adeguato. Purtroppo, troppi bambini non riescono a ricevere in tempo gli aiuti necessari e perdono così la loro giovanissima vita. Siamo di fronte a una tragedia assolutamente prevenibile e dovuta unicamente a responsabilità umane. Finché persisterà il blocco alle importazioni commerciali, i bambini dello Yemen continueranno a soffrire”, ha dichiarato Tamer Kirolos, Direttore di Save the Children in Yemen.

Quattro milioni di bambini e donne incinte o in fase di allattamento hanno urgente bisogno di trattamenti per prevenire la malnutrizione e 15,7 milioni di persone, tra cui 8 milioni di bambini, hanno bisogno di supporto per accedere ad acqua pulita e servizi igienico-sanitari.

“Tutte le parti in conflitto hanno impedito l’accesso agli aiuti umanitari. Nelle scorse settimane la Coalizione guidata dall’Arabia Saudita ha impedito l’accesso al porto di Hodeidah a più di venti navi che trasportavano 500.000 tonnellate di cibo e carburante. A causa della mancanza di carburante il prezzo dell’acqua potabile in alcune zone è quadruplicato così come anche i prezzi di altri beni come lo zucchero e la farina sono aumentati all’improvviso. Il blocco imposto in Yemen si traduce nel fatto che milioni di persone sono ora ad altissimo rischio carestia e malattie. Bisogna immediatamente garantire il pieno accesso sia agli aiuti umanitari che alle importazioni commerciali attraverso tutti i punti di accesso del Paese”, ha concluso Tamer Kirolos.

Save the Children è attualmente impegnata in Yemen con programmi di salute, nutrizione, sicurezza alimentare, protezione ed educazione.

Per supportare gli interventi dell’Organizzazione nel Paese: https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/risposta-alle-emergenze/emergenza-yemen

*Nome di fantasia per proteggere l’identità del bambino

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