LE…CATALOGNE ITALIANE. SIAMO IN UN PERCOLOSO BARATRO ISTITUZIONALE

Una volta ci ha provato Bossi con la..Padania, al quale hanno fatto seguito i vari Maroni, i Calderoli, i Borghezi e diversi altri di cui, per mia fortuna, non ricordo neanche il nome, adesso pare che la Catalogna stia facendo scuola in parecchie regioni italiane, ultimo il Veneto che, dopo il referendum …lombardo-veneto, andato come sappiamo, sta subendo il distacco di Sappada in direzione Friuli-Venezia Giulia…

Tutti dicono che il discorso “catalogna” è diverso, magari anche con un pizzico di ragione quanto a diversità, ma la realtà italiana ci presenta un quadro allarmante che mette in evidenza come, in un momento storico in cui anche le regioni a statuto speciale che non hanno più nessunissima ragione per rimanere tali e dovrebbero pertanto diventare ordinarie, c’è chi invece fomenta divisioni, distacchi e quant’altro non tanto per una questione oggettiva, e cioè di interesse per i cittadini, quanto per insensata demagogia politica che, alla fin fine, non giova neanche a chi si rende promotore di questo stato di cose.

Gli Italiani sono tutti uguali e non alcuni di serie A ed altri di serie B… Tutto ciò, nell’anno di grazia 2017, costituisce una vergogna nazionale per la quale il Presidente della Repubblica farebbe bene a dare degli indirizzi costituzionali al fine di non apparire un capo dello stato con cittadini diversi; al contrario egli invece sembra accettare passivamente questo stato di cose, tra l’altro firmando una legge elettorale che io definisco più’ “porcata” di quella che lo stesso Calderoli, autore della stessa, ha definito con questo nome…D’accordo, Mattarella non può fare niente a questo riguardo, ma il suo immobilismo istituzionale mina le stesse istituzioni che egli “sembra” tutelare a parole attraverso la Costituzione, suprema carta che, un po’ per volta, viene lesa nella sua essenza da parte di una classe politica dalla quale (e Grillo ha ragioni da vendere) è opportuno starne alla larga: lo dice uno di centro-sinistra, come il sottoscritto, ormai schifato di tutti gli schieramenti, ma soprattutto di coloro che si stanno rimettendo in gioco preparando una legge elettorale su misura per non sparire dalla circolazione, magari per paura di dare ulteriore lavoro ai vari Tribunali..

Pochi minuti fa, durante una trasmissione televisiva (Telebelluno) condotta da un ottimo giornalista, Nicola Maccagnan, sono stato costretto ad ascoltare due invitati, uno di centro-destra, l’altro di centro-sinistra, i quali, come se in questi anni non fosse successo nulla, in poco tempo hanno cambiato le carte in tavola al punto di farmi venire…l’orticaria. Prima, erano contrari alle province, ora che l’aria è cambiata nel bellunese, sembrano aver cambiato idea, tra l’altro innescando scintille non da poco, realtà che potrebbe contagiare anche lo stesso ” bellunese” attraverso l’emulazione delle varie Catalogne attualmente in incubazione: essi non lo hanno detto apertamente, ma il senso è questo.

Vogliamo sì o no essere tutti uguali in Italia, evitando divisioni, frammentazioni, rotture, conflittualità politiche che non servono al Paese, ma lo mandano ancor più a fondo, stante il fatto che la gente oggi è lontana anni luce dalla politica, costretta a tirare a campare sperando in un colpo di…. che non verrà mai, anche perché fra qualche giorno ci sveglieremo tutti con un cappio alla gola per via del debito pubblico che i nostri bravi politici cercano di sanare – udite udite – facendo leva sull’aumento di qualche mese delle aspettative di vita degli Italiani e quindi procrastinando ancora di sei mesi l’età pensionabile. A parte il fatto che, ma questa è una boutade, per raggiungere l’obiettivo, i politici dovrebbero mandare tutti in pensione ad oltre…100 anni !

Provate a pensare se domani ci dicessero, cosa non del tutto scontata, che l’INPS deve tagliare le pensioni e che i pensionati devono contribuire con una percentuale a favore di chi non ce la fa più, come sta succedendo anche nel campo giornalistico attraverso contribuzioni di sostegno… a precari, free-lance che il Fatto quotidiano ha definito – ahimè – morti di fame ?

Bella Italia, vero ?

Arnaldo De Porti

Lascia un commento