L’indissolubilità  del matrimonio basata su parole da contestualizzare

La notizia: «Torino, la polizia annulla le nozze della sposa bambina. La ragazzina tolta alla famiglia. La studentessa quindicenne di origine egiziana si ribella ai genitori: “Vogliono farmi sposare un uomo di dieci anni più grande e nemmeno lo conosco”. Aveva anche tentato il suicidio». Questi matrimoni assurdi, inconcepibili nella nostra società attuale, avvengono continuamente in diversi Paesi del mondo. Ed avvenivano anche in Palestina al tempo di Gesù. Anche se non proprio di dieci anni, la differenza era notevole e sempre a svantaggio delle donne, giacché gli uomini di norma si sposavano a diciotto anni e le ragazze appena considerate nubili, vale a dire a dodici anni e mezzo. E come avvenivano questi matrimoni? “Nella maggior parte dei casi erano i genitori che sposavano i figli. Si raccontava, sì, che le unioni coniugali erano decise in cielo, da Dio stesso, quaranta giorni prima della nascita, ma si trattava evidentemente di genitori che invocavano la tradizione per giustificare la loro scelta. L’iniziativa la prendeva il padre del futuro sposo, poiché in fin dei conti era la famiglia di lui ad accrescersi: così si era fatto sin dai tempi dei patriarchi e dei giudici” (Henri Daniel Rops, La vita quotidiana in Palestina al tempo di Gesù, Mondadori, pag. 137). Stando così le cose, come non dar ragione a padre Sosa, il generale dei gesuiti, amico del Papa, il quale ha affermato: «Intanto bisognerebbe incominciare una bella riflessione su che cosa ha detto veramente Gesù… a quel tempo nessuno aveva un registratore per inciderne le parole. Quello che si sa è che le parole di Gesù vanno contestualizzate, sono espresse con un linguaggio, in un ambiente preciso, sono indirizzate a qualcuno di definito… Che cosa ha detto Gesù’? Non c’era il registratore e il vangelo è scritto da esseri umani… Perciò è vero che nessuno può cambiare la parola di Gesù… ma bisogna sapere quale è stata!» (intervista rilasciata a Rossoporpora, il 18 febbraio 2017). Come avrebbe potuto Gesù, infatti, ritenere indissolubili i matrimoni, visto che a quel tempo erano combinati nella maggior parte dei casi? Eppure la Chiesa, su quelle parole da contestualizzare, incerte, ha basato la sua certezza: il matrimonio è indissolubile.

Ad ogni modo, brava la ragazzina quindicenne che si è ribellata ai genitori, e brave le autorità che le hanno evitato le nozze forzate.

Renato Pierri

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