Una laurea a Totò: ma mi faccia il piacere!

Dopo la mia lettera, pubblicata nei giorni scorsi, mi sarei aspettato una risposta immediata dalle istituzioni, oltre che da coloro che si occupano delle iniziative per il cinquantenario della morte, circa l'individuazione di una nuova sede per il museo dedicato a Totò, tramontata, dopo promesse e impegni che risalgono alla fine degli anni '90, l'ipotesi di poterla collocare nel palazzo dello Spagnolo. Leggo invece della proposta di conferire una laurea ad honorem al “principe della risata”. Un titolo atipico, che personalmente ritengo vada abolito per i vivi, figuriamoci per i morti, e per giunta da mezzo secolo. Peraltro sono convinto che, se tale onorificenza fosse stata conferita al grande artista quando era in vita, egli, così come ha fatto in questi giorni papa Francesco, l'avrebbe rifiutata. Se davvero si vuole onorare Totò, si annunci subito l'ubicazione, con tempi certi di realizzazione, della nuova sede destinata al museo che, come giustamente viene sottolineato da più parti, deve nascere nel rione Sanità, e non altrove, come è capitato per una statua in bronzo che lo raffigura, la quale, dopo circa vent'anni trascorsi nei depositi comunali, fu posta al Rione Alto, senza che siano stati mai chiariti i motivi di una tale collocazione.

Gennaro Capodanno

Fondatore del gruppo “Noi amiamo Totò”

gennarocapodanno@gmail.com

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