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Negli ultimi anni si fa un gran parlare di stragi islamiche, di femminicidi e di crimini degli immigrati

Negli ultimi anni si fa un gran parlare di stragi islamiche, di femminicidi e di crimini degli immigrati. Fatti, indubbiamente veri. Nei giorni scorsi, Mario Adinolfi, leader del Popolo della Famiglia e direttore di un quotidiano italiano ha rotto un “tabù” che nessun opinionista, politico o giornalista ha mai avuto il coraggio di affrontare: i crimini dei gay. Sul quotidiano da lui diretto, lancia in resta, Adinolfi ha sciorinato una seria impressionante di fatti assolutamente veritieri e non contestabili: Gloria Rosboch, una professoressa uccisa per soldi dal suo ex allievo gay Gabriele Defilippi con la complicità operativa dell'amante; Luca Varani, un giovane di 23 anni torturato e ucciso per puro sadismo durante una sessione di sesso dai compagni di “giochi” Marco Prato e Manuel Foffo; Gordon Semple un omosessuale inglese, rimorchiato su una chat gay dall'italiano Stefano Brizzi, ucciso e fatto a pezzi dopo un gioco erotico finito male; i coniugi di Pontelangorino, Salvatore Vincelli e Nunzia Di Gianni trucidati dal figlio sedicenne e dal compagno per la mancata accettazione della loro relazione. Come prevedibile, all'indomani del pezzo, la comunità LGBT si è scagliata contro il povero direttore, la cui unica colpa, è stata quella di non essersi allineato al pensiero unico di chi vorrebbe aggiornare la vetusta fiaba dei vissero felici e contenti, alla più moderna, e vissero felici e contenti, seppur “diversi”.
Gianni Toffali Verona

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