La clausura non risponde pienamente al vangelo

(dialogo immaginario tra due monache)

Teresa: “Ha visto, Veronica? Sul blog “Come Gesù” si è tornato a parlare di clausura”

Veronica: “Ma davvero? Certo, noi con le idee che abbiamo, non dovremmo stare qui. Dovremmo lasciare abito e monastero”

Teresa: “Stiamo qui, perché in fondo ci piace stare qui, il monastero è la nostra montagna incantata… “

Veronica: “Dopo tanti anni non è facile tornare indietro. Anche se volessimo…”

Teresa: “Anche se volessimo…Ti leggo, alcune righe che mi sono piaciute, di un commento di Renato Pierri: «L'amore per il prossimo tra le mura di un monastero è solamente pura astrazione: allontanarsi dal prossimo, separarsi da esso e “partecipargli” amore è contraddittorio. Del resto, basta ricordare la parabola del buon Samaritano (Lc 10,25s); una monaca di clausura non avrebbe alcuna possibilità di soccorrere il malcapitato percosso dai briganti, per il semplice motivo che non passerebbe mai per quella strada»

Veronica: “Ha ragione, ma guarda che io conosco il pensiero di Renato Pierri: lui non è affatto contrario alla clausura. Lui più volte ha scritto, anche nel bel castello (così Pierri chiama il blog di don Mauro Leonardi), che ognuno è libero di vivere come crede purché non rechi danno al prossimo”

Teresa: “Sì, sì, questo mi sembra chiaro”

Veronica: “Semplicemente lui afferma che la clausura non è in piena armonia col vangelo, secondo lui le monache di clausura fanno solo in parte ciò che Gesù ha comandato. Gesù disse agli apostoli: «Andate dunque… »”

Teresa: “Eh già, noi siamo andate… in convento e lì siamo rimaste”

Veronica: “Per soccorrere il malcapitato percosso dai briganti c’è rischio di sporcarsi le mani. Noi le mani le abbiamo sempre pulite. Ce ne serviamo per congiungerle. Noi siamo le specialiste della preghiera”

Teresa: “Eh già, eh già, come farebbe la Chiesa e il mondo intero senza le nostre preghiere? Sai quanta sofferenza in più ci sarebbe sulla terra, senza le nostre preghiere? Quanti peccatori in più? Quante guerre in più? Quanta bambini malati, affamati, schiavizzati in più? Le nostre preghiere sono la salvezza del mondo. Che contentezza, che contentezza, sei contenta, amore mio, di far tanto bene al prossimo con le nostre preghiere?”

Teresa: “Ma sì, ma sì, del resto ce n’è di gente disposta a sporcarsi le mani per soccorrere il malcapitato, noi le mani teniamole pulite. Così facciamo contento anche il buon Dio”

Veronica: “Ma certo, Dio è come un padre. Immagina, cara Teresa, una figlia che dice al suo babbo: «Senti, papà caro, io non voglio sposarmi, voglio restare sempre qui in casa a badare a te, alla mamma e ai fratellini»”

Teresa: “Beh, mio papà mi risponderebbe: “Ma sei ammattita, figlia mia? Io e mamma non abbiamo bisogno di te, e ai fratellini pensiamo noi”

Veronica: “Evidentemente il buon Dio non è come il tuo papà…”

Teresa: “Specialiste delle preghiera, però… sarebbe come se un prete fosse specializzato solo in messe, che recitasse solo messe, oppure specialista delle confessioni, tutto il giorno solo in confessionale, senza messe e senza prediche, un altro potrebbe essere specialista delle prediche, ma niente messe e niente confessioni… “

Veronica: “Noi, amore mio, siamo un po’ come le formichine. ci sono quelle destinate a raccogliere il cibo, quelle che difendono il formicaio, quelle che nutrono le larve, la regina che fonda il formicaio e depone le uova, noi siamo formichine… formichine pregaiole“

Teresa: “Come le nostre gallinelle ovaiole? Ma non stiamo diventando poco rispettose verso tutte le monache di clausura?”

Veronica: “Ma dai, si scherza. Di una cosa sono persuasa: penso che sia un’illusione immaginare di far piacere a Dio chiudendosi in un monastero”.

Teresa: “Sicuramente, invece, le monache chiudendosi in un monastero, fanno piacere agli uomini della Chiesa”.

Veronica Tussi

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