Contaminanti chimici nascosti nei prodotti a base di latte destinati alla prima infanzia

L’ambiente, le tecniche di coltivazione e le tecnologie di produzione degli alimenti per la prima infanzia possono lasciare in materie prime e prodotti finiti sostanze indesiderate per la salute, talvolta in quantità non trascurabili. Nello specifico, durante il riscaldamento di grassi e oli, nel contesto della produzione di derrate alimentari, si formano a seconda dei casi alcune sostanze indesiderate. Si tratta di composti quali glicidolo, glicidil esteri degli acidi grassi (GE), 3-monocloropropandiolo (3-MCPD), 2-monocloropropandiolo (2-MCPD) e relativi esteri degli acidi grassi. Come è stato dimostrato negli animali, il 3-MCPD e i relativi esteri degli acidi grassi, a partire da una determinata concentrazione, provocano danni ai reni, mentre il gli-cidolo e i GE, da una certa quantità in su, possono causare tumori. Queste sostanze indesiderate possono presentarsi anche nei prodotti a base di latte destinati alla prima infanzia. L’Autorità europea della sicurezza alimentare (EFSA) ha analizzato i possibili rischi derivanti dalle sostanze sopraccitate e ha fissato valori di riferimento. Non esclude, infatti, un rischio per la salute in particolare nei gruppi di popolazione più giovani. L’assunzione di queste sostanze andrebbe quindi ridotta. Finora non vi sono prove che i bambini nutriti con alimenti per lattanti e di proseguimento abbiano subito danni alla salute. Le Agenzie europee della sicurezza alimentare suggeriscono caldamente ai genitori di continuare a ricorrere, se necessario, agli alimenti studiati appositamente per i neonati. Questi prodotti contengono infatti le sostanze nutritive indispensabili per i lattanti nella giusta composizione e sono calibrati in base alle loro esigenze. È assolutamente sconsigliato passare ad altri alimenti come ad esempio al latte vaccino e di soia, che non sono adatti per nutrire i più piccoli e possono causare gravi carenze e intolleranze. Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, chiede quindi all’industria alimentare di adottare ulteriori misure efficaci, quali ad es. l’individuazione di metodi di produzione alternativi o di altre fonti di grasso per soddisfare le nuove esigenze, fissando la definizione di valori massimi vincolanti in varie derrate alimentari. Auspicabile, pertanto, da parte delle aziende alimentari, l'utilizzo di un'allerta precoce con il “BREVETTO ISS BEST”, un sistema di autocontrollo, brevettato dall’ISS, utilizzabile in azienda, che propone un approccio tipo HACCP agli aspetti di qualità e salubrità chimico-tossicologica degli alimenti. Si tratta di batterie di (bio)sonde nanometriche BEST, che permettono un monitoraggio in continuum, per individuare precocemente bioindicatori veterinari e indicatori di qualità e salubrità dell’alimento.

Lecce, 26 ottobre 2016

Giovanni D’AGATA

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