Grande attesa per la Festa del dialetto “Orazio Santoro” che si terrà  a Massafra il 28 ottobre

Nino Bellinvia

Cresce l’attesa a Massafra per la Festa del dialetto “Orazio Santoto” che si terrà venerdì 28 ottobre dalle 18.30 presso il Teatro comunale “Nicola Resta”. Una festa di poesia dialettale di cui è promotore Giovanni Matichecchia, direttore del periodico “Sansificio”. “Questa iniziativa nasce dalla stima e considerazione che ho sempre avuto per Santoro (ci ha detto), ma anche dalla comune passione per il dialetto”.

Con lui collaborano Franco Losavio (direttore artistico), Cosimo Scaligina, Margherita Ramunno e il Maestro Daria Palmisano. Alla manifestazione, per la quale tutti prevedono un grosso successo (patrocinio del Comune di Massafra, della Provincia di Taranto e delle Proloco di Taranto e Massafra) interverrà gratuitamente il coro “Le dissonanze”, diretto da Daria Palmisano, che farà ascoltare antiche canzoni popolari raccolte e pubblicate da Orazio Santoro e Fernando Ladiana. Interventi di Franco Laterza che parlerà del valore del dialetto (“Il dialetto: storia e cultura popolare”) e Rosario Iurlaro che parlerà, invece, dell'uomo e dello studioso che è stato Santoro (“Orazio Santoro: L’uomo, lo studioso”). Uno dopo l’altro interverranno ben 29 (ventinove) autori dialettali che declameranno propri lavori. Tra questi ci sono valenti poeti e giovani neofiti, come si può scoprire leggendo i loro nomi che riportiamo in ordine alfabetico: Augusta Bisanti, Carmelo Caponio, Roberto Caprara, Cinzia Castellana, Luigi Del Giudice, Claudio De Cuia, Girolamo Dipace, Vittorio Festa, Tina Francavilla, Aldo Galeano, Orazio A. Giannico, Marcella Leuci, Franco Losavio, Vincenza Martucci, Benedetto Messia, Cosimo Mottolese, Nunzio Notaristefano, Pagliara, don Vincenzo Paradiso, Licio Pelillo, Antonio Prete, Lucia Palmisano, Giovanni A. Pozzessere, Cira A. Quaranta, Enzo Risolvo, Cosimo Scaligina, Michele Vinci, Anna Vozza.
L’ideatore della festa non nasconde di avere qualche timore per i tempi e confida nella buona fortuna. Questa festa, comunque, sarà anche l’occasione propizia per rilanciare un’idea che va facendosi strada: dare vita a un circolo di cultura dialettale dedicato a Orazio Santoro. Giovanni Matichecchia ci ricorda che con il dialetto massafrese si sono cimentati anche Francesco Quarto e l’autorevole Roberto Caprara e che il dialetto è la struttura connettiva che permette agli uomini delle piccole comunità di creare un senso di appartenenza, una originale identità, una comunanza di esperienze, di disegni per il futuro, di storie della memoria, di ricordi del passato. L’ha anche scritto sul suo diffuso periodico “Sensificio”.

Ricordiamo ai lettori che il prof. Orazio Santoro (ci ha lasciato il 23 ottobre dello scorso anno) era da tutti ammirato e stimato per la sua profonda cultura e per la sua umiltà, indice di vera Grandezza, come grande è stato il suo amore per il sapere, dimostrato dalle sue continue ricerche. La Città di Massafra (come allora ho scritto) ha perso con lui un vero perno della Cultura. Lo ricordo, fra l’altro, anche come appassionato di musica lirica, docente di Lettere, Latino e Greco nei Licei di Taranto ed esperto di glottologia e storia locale (biofilo e cultore di memorie storiche). E non solo. E’ stato socio fondatore dell’Archeogruppo “Espedito Jacovelli” ed era socio ordinario della Storia Patria per la Puglia, dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano e della Società Storica di Terra d’Otranto. Il suo archivio, curato ora dalla moglie Margherita, è bene saperlo, è un “vero tesoro” che raccoglie le sue numerose indagini che vanno dall’epigrafia greca alla storia della Chiesa e del Risorgimento, dalla bio-bibliografia alle tradizioni popolari di Massafra e del suo territorio, all’edizione di testi poetici inediti. Tutti argomenti che egli ha trattato anche in diecine di saggi pubblicati su riviste e volumi miscellanei. E’ cosa risaputa, lo ricordiamo, che quando ogni comune mortale “di riposar l’affanno aspetta”, imprendeva il suo lavoro notturno tra le volute di fumo del suo mezzo toscano e una tazza di caffè… Prima di lasciarci stava portando a termine il volume dal titolo “Massafra e la Grande Guerra: 1914 – 1918”. Intanto aveva fornito al Circolo Filatelico “A. Rospo”, per il pieghevole per la Giornata della Filatelia i nomi dei caduti massafresi nella 1^ Guerra Mondiale. Per la sua infinita cultura gli erano stati conferiti il Premio Giovanni Catacchio 2013 da parte del Circolo filatelico “Rospo”, di cui era socio, e il Premio Palio d’Argento 2014 da parte dell’Associazione MassafraNostra. Per informazioni: Giovanni Matichecchia, e-mail: giovannimatichecchia@liber.

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