Alcune riflessioni dell’Ambasciatore di Ucraina in Italia in merito alla recente visita di rappresentanti italiani nel territorio occupato della Crimea

Roma, 18 ottobre 2016

Abbiamo seguito con profonda amarezza la visita di una delegazione di consiglieri regionali italiani nel territorio della Crimea occupata dalla Federazione Russa, che ha avuto luogo negli ultimi giorni nonostante numerosi avvertimenti da parte Ucraina ed Italiana. In sintonia con la politica europea l’Ambasciata di Ucraina in Italia ha più volte indicato ai partecipanti come questa missione in Crimea non aderiva alla normativa internazionale ed Ucraina, ed anche ai princìpi morali e ai valori comuni europei.

Tuttavia, la delegazione italiana ha preferito schierarsi apertamente con i responsabili dell’abbattimento del jet della Malaysia Airlines, oltre che della morte di decine di migliaia di ucraini. E’ noto all’Ambasciata che le cosiddette “autorità” della Crimea hanno preparato per gli ospiti italiani una sorpresa, forse anche gradita ad alcuni di loro, avendo arrestato il 12 ottobre, alla vigilia dell’arrivo della delegazione italiana, altri cinque tatari di Crimea con l’accusa di una presunta slealtà verso il regime russo occupante, aggiungendoli alle schiere dei perseguitati tatari ed ucraini nelle carceri russe.

Desta veramente stupore che questa visita abbia avuto luogo proprio nelle stesse giornate in cui i rappresentanti di tutti i parlamenti europei nell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa hanno adottato due risoluzioni sulle conseguenze dell’aggressione russa in Ucraina e violazioni dei diritti umani in Crimea, invitando Mosca ad “annullare l’annessione illegittima della Crimea a ritirare le sue truppe dal territorio ucraino”. Inoltre, mentre i consiglieri italiani stringevano le mani alle “autorità” russe, in quei giorni si intensificavano i già pesanti bombardamenti russi ad Aleppo che hanno provocato la morte di centinaia di civili, inclusi tantissimi bambini.

La storia metterà certamente ogni cosa al suo posto. Probabilmente, si possono ignorare gli avvertimenti da parte Ucraina ed Italiana, nonché sfidare la posizione dell’UE e del Governo Italiano in merito. Tuttavia, questa Ambasciata, in generale, si chiede: “Come si sente a dormire nei luoghi dove si continua il martirio quotidiano del popolo dei tatari di Crimea, con le centinaia di prigionieri politici e migliaia di persone deportate come elementi indesiderabili?”; “Come si può respirare la stessa aria dell’aggressore, e spiegare, ai propri figli, le ciniche fotografie presso il monumento all’invasore russo?”. Si potrebbe chiedere persino che gusto hanno i vini di Crimea, rubati all'Ucraina, che per lunghi decenni ha sviluppato con considerevoli investimenti l’industria vinicola crimeana.

Nonostante sia un atto grave e di grande provocazione, l’atteggiamento amichevole del Governo e del popolo italiano mi ispira fiducia, e la speranza è quella di chiudere questa pagina vergognosa, che certamente non influirà sui successi conseguiti da una politica di scambio attenta e responsabile fra Italia e Ucraina. Successi che hanno arricchito le due nazioni amiche sul fronte degli scambi culturali, commerciali e umani, da sempre uniti da amicizia e valori condivisi.

Yevghen Perelygin

Rosi Fontana
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