La riforma della Costituzione: rimedio peggior del male

Celiando un poco, ho scritto in una lettera che per votare il 4 dicembre prossimo, non intendendomi un “granché di politica e neppure d’economia, mi affiderò ai sentimenti e non alla ragione. Voglio dire che andrò a simpatia”. Il breve scritto è stato pubblicato su un noto blog di un altrettanto noto quotidiano e la conseguenza è stata che ho ricevuto una valanga di critiche. E così ho messo giudizio e l’altra sera mi sono messa ad ascoltare con grande attenzione l’incontro condotto da Mentana (La7) tra Luciano Violante e Tomaso Montanari. Ho deciso: voterò guidata esclusivamente dalla ragione. Voterò un bel No. Eh sì, perché dopo aver ascoltato le due persone che di politica e di economia s’intendono molto, e la materia oggetto del referendum l’hanno tutta precisa stampata nella mente, il concetto che mi sono fatta è il seguente. Il tetto della mia casa ha qualche difetto, mi entra acqua dal soffitto. Mi piove in casa, insomma. Arriva l'architetto e rimedia mettendo al posto del materiale rovinato, delle belle lastre di amianto. Tossico amianto. Non mi piove più in casa ma il rimedio è peggior del male. Ecco: ho capito che la riforma della Costituzione che ha qualche difetto, è un rimedio peggior del male. Saranno contenti coloro che mi hanno tanto criticata?

Francesca Ribeiro

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