L’omosessualità  e i cattolici fondamentalisti del blog "Come Gesù"

Stavo rientrando a casa e mentre infilavo la chiave nella serratura del portone, non ho resistito alla tentazione, non mi sono impicciato dei fatti miei, giacché alle due donne con la testa appiccicata ai citofoni, ho detto celiando: “Ne raccontate di favole, eh?”. E una di loro, un po’ risentita: “Signore mio, noi non raccontiamo favole, raccontiamo ciò che è scritto bella Bibbia”. “Raccontate anche che è grave peccato ricorrere a trasfusioni di sangue?” “Certamente, è scritto nella Bibbia”. E poiché le borse della spesa cominciavano a pesarmi, alla domanda “lei lo sa come si chiama Dio?”, che faceva presagire un’interminabile discussione, mi sono infilato nell’ascensore, dopo aver salutato, ovviamente. Il pensiero mi è andato a certi cattolici fondamentalisti del blog “Come Gesù”, dove scrivo da un po’ di tempo. Se gli spieghi che va contro la ragione e il senso di giustizia considerare peccaminosi gli atti di omosessualità, rispondono come la signora testimone di Geova: “E’ scritto nella Bibbia. Le Scritture parlano chiaro in proposito”. Ma se nelle Scritture si trovano episodi, affermazioni, precetti che calpestano la ragione e il senso di giustizia, possiamo accettarli? E possiamo ritenere che questi episodi e precetti provengano da Dio e non unicamente dagli uomini? E perché devo accettarne alcuni di questi precetti che calpestano ragione e senso di giustizia e rigettarne altri? Il Levitico mi dice che gli atti di omosessualità sono un abominio (18, 22), però mi dice anche che non posso avere contatti con donne quando hanno le mestruazioni (15, 19 – 24). E se io evito i contatti con la mia gentil consorte e lei si offende, posso risponderle che sta scritto nella Bibbia? E che cosa succede, invece, se mangio crostacei? Il Levitico (11, 10) afferma che è un abominio. Come gli atti di omosessualità. E che cosa mi succederà se pianto nel mio orto due diversi tipi di ortaggi? Il Levitico (19,19) lo proibisce. Devo andare avanti? A questo punto, però, il cattolico fondamentalista si appellerà a San Paolo: anche l’ebreo di Tarso condanna gli atti di omosessualità. E per quale motivo devo ascoltare San Paolo in questo caso, e ignorarlo quando mi dice: “Quelli che hanno moglie vivano come se non l’avessero” (1Corinzi 7,29)? E se trascuro la mia cara consorte e lei si offende? Mi appello a San Paolo? A proposito: mia moglie non vuole riconoscermi come suo capo, e non vuole sottomettersi al mio volere, che faccio, la costringo poiché è San Paolo ad affermare che io sono il suo capo e che lei deve sottomettersi? (Efesini 5,23 e Colossesi 3,18). Devo andare avanti? Devo ricordare che il vescovo, secondo 1Timoteo 3,2 deve avere moglie? Mi sembra evidente che non possiamo accettare episodi, precetti, consigli, contenuti nelle Scritture qualora essi siano in palese contrasto con la ragione, il senso di giustizia, il principio di uguaglianza.

Renato Pierri

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