IL MESSAGGIO DI MARYAM RAJAVI ALLA MANIFESTAZIONE DEGLI IRANIANI A NEW YORK PER PROTESTARE CONTRO LA PRESENZA ALLE NAZIONI UNITE DEL PRESIDENTE DEL REGIME IRANIANO

Cari compatrioti,
Amici e sostenitori della Resistenza Iraniana,
La vostra manifestazione contro l'arrivo alle Nazioni Unite del presidente della dittatura religiosa in Iran, è motivo di orgoglio per la nazione iraniana che esprime la sua protesta chiaro e forte nonostante una massiccia repressione e le esecuzioni regnino nel paese.
Fino a che gli Stati Uniti accetteranno sul suo suolo i leaders di un regime che definiscono “la banca centrale del terrorismo” e fino a che le Nazioni Unite li riceveranno all'Assemblea Generale, invece di organizzare la loro incriminazione internazionale per aver commesso crimini contro l'umanità, ciò equivarrà a combattere il desiderio di libertà e democrazia del popolo iraniano.
Rouhani rappresenta un regime che ha giustiziato 120.000 prigionieri politici e che ha massacrato 30.000 prigionieri politici in seguito ad un editto criminale nell'estate del 1988. Khomeini ordinò l'esecuzione di chiunque fosse fedele al PMOI/MEK. All'epoca Rouhani era uno dei più alti esponenti del regime iraniano.
Oggi il movimento per ottenere giustizia per le vittime del 1988 si va diffondendo. I più alti esponenti del regime hanno pubblicamente difeso questa carneficina. Il ministro della giustizia di Rouhani ha detto di essere fiero di quel massacro. Tali ammissioni, che costituiscono una prova inconfutabile della loro complicità in un crimine contro l'umanità, accrescono la responsabilità delle Nazioni Unite nel perseguire i leaders del regime teocratico.
Rouhani non rappresenta la nazione iraniana. Egli rappresenta il nemico più malvagio del popolo dell'Iran. Oltre al suo coinvolgimento attivo in tutti i crimini del regime iraniano sin dal primo giorno, il suo stesso percorso presidenziale è fitto di uccisioni, devastazioni e saccheggi delle ricchezze e delle risorse nazionali iraniane, tra cui:
– Oltre 2500 esecuzioni
– Ripetuti attacchi e massacro dei combattenti per la libertà del PMOI/MEK ad Ashraf e a Camp Liberty
– Grosso aumento del numero delle esecuzioni dei prigionieri politici
– Aumento della repressione e della discriminazione verso le minoranze etniche e religiose
– Appoggio al crudele dittatore Bashar al-Assad e attività guerrafondaie nella regione
– Proliferazione e tests sui missili balistici in violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU
– E aver fatto precipitare il paese, come mai prima, nella recessione economica e nella disoccupazione, riducendo la società in uno stato di tremenda povertà.
Questi sono gli scudi difensivi di un regime traballante e attanagliato dalla crisi, la cui esistenza è minacciata da un malcontento popolare profondo e radicato e da un movimento di resistenza organizzato.
Sottolineiamo che chiunque stia seriamente cercando di contenere la guerra, il terrorismo e l'instabilità in Medio Oriente deve, per prima cosa, scacciare il regime iraniano dall'intera regione. La nascita del Daesh è stato il risultato dell'oppressione dei popoli dell'Iraq e della Siria da parte del regime teocratico e dei suoi burattini. Non ci potrà essere nessuna fine possibile alla crisi nella regione senza la cacciata dell'IRGC da Siria, Iraq, Yemen e Libano.
La politica di accondiscendenza verso il regime iraniano e suo compiacimento hanno danneggiato tutto il mondo. Noi esortiamo tutti i governi e le Nazioni Unite a porre fine a questa politica perdente e a stare al fianco del popolo dell'Iran, a condizionare le loro relazioni con il regime iraniano alla fine delle esecuzioni e alla liberazione dei prigionieri politici e chiediamo rispetto per la lotta del popolo iraniano per abbattere questo regime e conquistare la libertà.
Sollecito la comunità internazionale, ed in particolare il Consiglio di Sicurezza dell'ONU e l'Assemblea Generale dell'ONU, ad indagare sui crimini del regime iraniano, in particolare sul massacro del 1988, e ad assicurare alla giustizia i responsabili di questo enorme crimine contro l'umanità.
Questo è il criterio più importante per misurare il rispetto dei diritti umani nella storia contemporanea.

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