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Aiutare i musulmani moderati a sconfiggere l’estremismo islamico

di Sarvnaz Chitsaz
The Hill
Chiunque abbia una minima conoscenza degli insegnamenti dell’Islam dovrebbe sapere che il Corano afferma chiaramente che non deve esserci costrizione nella religione. E’ la dichiarazione più chiara che la violenza e il terrorismo non sono giustificati dall’Islam.
Ma in nessun ambito l’ira del fondamentalismo si avverte più chiaramente che nel modo vile in cui tratta le donne. Il mese scorso il mondo ha celebrato la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne e vale la pena ricordare alla comunità mondiale che la misoginia è diametralmente l’opposto dei valori umanitari intrinseci all’Islam.
Centinaia di milioni di musulmani vivono pacificamente e in maniera produttiva in società moderne e tolleranti. Come musulmana so che la mia religione non ha nulla a che fare con la vile ideologia dell’ISIS e del regime iraniano, che ha provocato tragedie come gli attacchi terroristici di Parigi del 13 Novembre. La loro ideologia si basa sulla coercizione, sulla misoginia, sull’intolleranza e sulla violenza.
Purtroppo, ogni volta che qualcuno distorce la mia religione per opprimere le donne o compiere rivoltanti atti terroristici nel suo nome, l’intera popolazione musulmana mondiale ne viene ingiustamente incolpata. Ma mi sono resa conto che quelli che indirizzano la loro rabbia verso tutti i musulmani sono solo una piccola parte degli amanti della libertà e della pace.
L’ideologia dell’ISIS è disumana, punto. Quando le sue milizie hanno invaso varie zone dell’Iraq, hanno preso donne di fede yazidi e le hanno fatte schiave. Trattano tutte le donne come cittadini di seconda classe e le condannano a pene barbare come la lapidazione.
Subito dopo gli attacchi di Parigi, il Presidente francese François Hollande ha giustamente detto: “Noi non siamo impegnati in una guerra tra civiltà perché questi assassini non ne rappresentano nessuna”.
Certamente l’ISIS non difende nulla di più maestoso di sé stesso, né in questo mondo né nell’altro. Ma si potrebbe andare oltre e dire che l’ISIS e gli altri gruppi estremisti sono i veri nemici di tutte le civiltà e, più di tutte, della civiltà islamica.
L’ideologia apocalittica dell’ISIS, e della sua controparte sciita in Iran, promuove la distruzione di tutto ciò che gli ostacola la via alla creazione di un impero mondiale “islamico” che vuole promulgare le odiose leggi della Sharia, che nulla hanno a che fare con l’Islam.
La differenza principale è che il regime estremista in Iran ha già istituzionalizzato ed applicato le leggi della Sharia e le sue politiche misogine nella sua costituzione. Ha creato una brutale tirannia religiosa tre decenni prima dell’ISIS. In Iran le donne non sono solo cittadine di seconda classe, ma vengono torturate, lapidate, stuprate in carcere e derubate dei loro diritti fondamentali.
Oggi viene persino impedito loro di frequentare molti corsi universitari e non possono entrare negli stadi per assistere agli eventi sportivi. A nessuna donna è permesso cantare in Iran o viaggiare all’estero senza il permesso del padre o del marito.
La stragrande maggioranza delle vittime dell’estremismo islamico nel corso della storia, sono stati musulmani moderati, e tra loro soprattutto donne. Sia che siano ribelli sostenuti dall’Occidente che combattono l’ISIS e il regime di Assad in Siria, o i dissidenti iraniani che vogliono rovesciare la repressiva teocrazia sciita di Tehran, o solo musulmani comuni uccisi o feriti in attacchi come quelli che hanno colpito Beirut prima di Parigi, i musulmani moderati sono diametralmente l’opposto dei gruppi estremisti, ovunque alzino le loro orribili teste.
I musulmani moderati considerano la misoginia e gli attentati terroristici un attacco a tutta l’umanità e all’Islam stesso. Questo sentimento è stato espresso all’indomani degli attacchi di Parigi da Maryam Rajavi, una donna musulmana che guida l’opposizione iraniana del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI).
La società tradizionale musulmana e quella laica cristiana sono le due facce della stessa medaglia e un attacco ad una è un attacco all’altra. I movimenti moderati come il CNRI lo sanno bene. Essi hanno visto da vicino estremisti come quelli al potere a Tehran che usano la loro ideologia per assassinare i cittadini, violare i diritti umani e far proliferare la violenza e l’intolleranza.
I leaders occidentali farebbero bene ad ammettere questa stessa verità. Dovrebbero creare un’alleanza con i musulmani moderati che possa alla fine sconfiggere l’insidiosa minaccia dell’estremismo islamico. Musulmani che credono nella democrazia sono la forza più efficace nella lotta contro la minaccia del fondamentalismo islamico.
Il mondo deve resistere con decisione al fondamentalismo islamico, non solo militarmente ma anche ideologicamente e culturalmente. La soluzione ultima all’estremismo è il sostegno ai movimenti musulmani moderati che sposano la parità di genere, la democrazia, il pluralismo e la tolleranza.
Abramo Lincoln una volta disse “una casa divisa in sé stessa non può sussistere”. Queste parole sono vere oggi quanto lo erano 150 anni fa.
Mentre una minoranza marginale e pericolosa cerca con tutti i mezzi di corrompere l’immagine della seconda fede più diffusa del mondo, per dividere l’umanità intera, noi dobbiamo restare fermi e decisi nel difendere le conquiste della nostre comuni civiltà, come i diritti umani, la democrazia e i diritti delle donne. Il nostro futuro dipende da questo.
Sarvnaz Chitsaz è Presidente del Comitato delle Donne del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) che vuole ristabilire una repubblica democratica, laica e non-nuclearizzata in Iran.

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