I testi sacri e il criterio per discernere ciò che proviene da Dio da ciò che proviene degli uomini.

Trascrivo alcuni interessanti commenti ad una mia lettera (Corriere della Sera del 28 novembre) in cui scrivevo tra l’altro: “Non sanno come cavarsela, i musulmani, ma in realtà anche gli ebrei e anche i cristiani. Sia nel Corano, sia nell’Antico Testamento esistono versetti che incitano all’odio verso gli infedeli e alla loro uccisione… Eppure basterebbe ammettere che non tutto ciò che è scritto nei testi sacri proviene da Dio, che in essi c’è la mano di Dio, e c’è la mano alle volte stupida, alle volte violenta, alle volte ridicola, dell’uomo”. Sergio Romano, sul Corriere, ha commentato: “Aggiungerei soltanto una nota. Quanti anni dovettero passare prima che la Chiesa cattolica rinunciasse a punire l’eresia con il ferro e con il fuoco?”. Una religiosa signora sul blog “Come Gesù”: “Io non ho mai capito perché prima Dio fosse un tiranno e poi è diventato misericordioso… Quando me lo chiedono al catechismo non so che cosa rispondere. Restano sbalorditi, i bambini, se parli di piaghe di Egitto mandate da Dio. Un Dio cosi francamente é orribile! Come fa a dirmi non uccidere se lui per primo ha ucciso?”. Un lettore ateo e sbattezzato (così si definisce) del Corriere: “La sua lettera è interessante e mi fornisce informazioni che non avevo… Ma se un credente pensa e crede quello che afferma, è chiaro che si apre una voragine! Chi stabilisce cosa è dell'uomo e cosa deriva da Dio?”. Breve risposta a Sergio Romano: “La Chiesa oggi non tortura e brucia gli eretici, ma a causa della parola scritta nei testi sacri, Vangelo compreso, continua a commettere ingiustizie, calpestando la ragione. Si pensi, per fare qualche esempio, al funerale religioso negato al povero Piergiorgio Welby, alla Comunione negata ai divorziati risposati (adesso si sta cercando di rimediare), alla sua posizione nei riguardi delle donne e delle persone omosessuali”. Breve risposta alla catechista: “E’ necessario dire la verità ai bambini: Dio non ha nulla da spartire con gli episodi di violenza dell’antico Testamento. Niente da spartire, il buon Dio, col profeta Elia quando fa sgozzare i quattrocentocinquanta profeti del dio Baal”. Breve risposta al lettore del Corriere: “Il criterio per stabilire che cosa è da attribuire a Dio e che cosa agli uomini, è semplice: niente può essere accettato sia del Corano sia dell’Antico e del Nuovo Testamento, che, oltre a contrastare con la ragione, induca gli uomini a commettere palesi ingiustizie nei riguardi dei propri simili.

Attilio Doni

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