STABILITA’ – DI BIAGIO (AP), PREMESSE PER MIGLIORARE DISCIPLINA ADOZIONI

Roma, 12 novembre 2015 – “Nella stabilità con l'emendamento n. 25.48 ed il sub emendamento 20.0.1000/17 a mia prima firma, tutti afferenti l'esigenza di un miglioramento alla vigente disciplina in materia di adozioni internazionali, si è voluto dare un segnale di attenzione e di volontà di rinnovamento alle coppie adottive e a tutte le famiglie direttamente coinvolte veicolando un messaggio di vicinanza e la testimonianza di un lavoro al servizio delle famiglie che in questo anno sono state messe a dura prova sotto più profili”. Lo dichiara in una nota Aldo Di Biagio, senatore di AP. “Sono molti i punti su cui intervenire – spiega Di Biagio – come il contenimento dei costi che gravano sulle famiglie adottive, garantire processi adeguati per il corretto funzionamento della Commissione per le adozioni internazionali, con particolare attenzione al pagamento dei rimborsi previsti dalla legge. L’erogazione dei rimborsi è infatti incomprensibilmente lenta e, ci risulta, ancora ferma alle coppie che hanno adottato nel corso del 2011. Ritengo altrettanto doveroso che si faccia chiarezza sull’identità e sul ruolo degli Enti Autorizzati, organismi che, ricevendo dalle coppie l'incarico di curare la procedura di adozione, sono accreditati dalla Autorità Centrale, tra l’altro, anche sulla base di idonee qualità morali. L’inquadramento fiscale dei servizi resi dagli Enti Autorizzati a oggi mantiene profili di ambiguità interpretativa in ragione della postura di recente avuta dall'Agenzia delle Entrate. Occorre fare quanto possibile per creare una cultura che valorizzi chi si impegna per il bene comune di una società, siano essi cittadini o soggetti privati con delega di funzione pubblica, a maggior ragione se i beneficiari di tale impegno sono i bambini abbandonati nel mondo. Il lavoro che ci aspetta non può che essere trasversale e multidisciplinare. Per tale ragione ho inteso sottoscrivere anche gli emendamenti presentati da altri colleghi, quali 25.51, 25.67 e 25.68. Con i lavori del tavolo tecnico in corso, intendo continuare a impegnarmi, affinché si possa finalmente superare la prassi della frammentazione che genera sospetto, autoreferenzialità e spaccature tra chi tenta di conservare ad ogni costo lo status quo e chi tenta invece di mettersi in gioco per definire una visione condivisa con obiettivi condivisi, da realizzare con percorsi trasparenti e azioni che lo siano altrettanto”. Di Biagio conclude: “Confrontarsi apertamente significa stabilire una nuova metodologia per lavorare insieme – Parlamentari, Rappresentanti di Associazioni Familiari, Enti Autorizzati e stakeholder, per mettere a sistema il know how e la storia del nostro Paese: una storia da cui imparare per guardare al futuro e per avere il coraggio di cambiare”.

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