Da un decennio a questa parte hanno fatto ingresso nelle nostre case internet e le console che, in maniera stabile, sono parte integrante di tutte le famiglie.
Sono molti i ragazzi che trascorrono diverso tempo davanti ai videogiochi, spesso anche più di quanto dovrebbero. Molti esperti sostengono che l'arrivo delle nuove tecnologie abbia tolto i bambini dai parchi e dalle spiagge.
Questo è in parte vero, ci sono davvero tanti piccolissimi che trascorrono ore con i tablet in mano cercando di scappare dai dei draghi. Però ci dobbiamo ricordare che qui è fondamentale il controllo dei genitori, soprattutto quando iniziano ad approcciare questi strumenti.
Sinceramente non bisognerebbe demonizzare i videogiochi perchè non riducono il tempo passato all'aperto dai nostri figli. Basta vedere un semplice esempio: i bambini trascorrono l'estate quasi sempre al mare (almeno nelle città costiere) giocando a pallone con gli amici, o costruendo castelli di sabbia oppure, più semplicemente, facendosi un bagno rinfrescante.
Se queste sono le attività estive, di solito in primavera e autunno i ragazzi trascorrono i loro pomeriggi liberi al parco rincorrendosi o giocando a nascondino.
Al più rimangono a casa d'inverno, cosa che succedeva anche prima dell'avvento delle nuove tecnologie, ma spesso sono costretti a studiare e a fare i compiti a casa, quindi rimarrebbe poco tempo per i videogames.
Questo è naturalmente quello che succede nella maggior parte dei casi, ma se i genitori non sono presenti le cose cambiano radicalmente: infatti i bambini, senza nessuno che li controlli, non sono in grado di capire quanto tempo devono dedicare allo studio e agli amici e quanto al computer.
Inoltre i videogiochi possono anche essere utili per fare amicizie: quanti ragazzini si legano grazie alla passione in comune in comune per una determinata console!
Quindi se si evita di ritenere “malvagie” le nuove tecnologie, i bambini, opportunamente guidati, potranno vivere esperienze positive grazie al loro utilizzo.