Site icon archivio di politicamentecorretto.com

La riforma della contrattazione



Il presidente della Banca Centrale Europea,Mario Draghi,si è recentemente detto favorevole ad un maggiore utilizzo della contrattazione aziendale,che frena i licenziamenti ed è preferibile a quella nazionale.


E’ indubbio che per rendere la contrattazione collettiva più rispondente ai nuovi bisogni dei lavoratori e delle imprese e favorire l’obiettivo della crescita,più che mai necessaria per far uscire il nostro Paese da un così lungo periodo di recessione,sia necessario avviare un progetto di riforma dei modelli contrattuali.


Attualmente il sistema di contrattazione collettiva ha un assetto articolato su due livelli:il contratto nazionale di categoria e la contrattazione di secondo livello territoriale o alternativamente aziendale.


Il contratto nazionale di categoria viene stipulato con periodicità fissa,solitamente ogni 3 o 4 anni,e riguarda singole categorie produttive.


In esso vengono fissati i trattamenti minimi economici e normativi da applicare in quel settore,oltre ad essere previste le relazioni tra gli stipulanti e le loro articolazioni organizzative.


Il contratto decentrato viene stipulato dai soggetti collettivi a livello territoriale,solitamente provinciale o regionale,oppure,addirittura, si tratta di un contratto stipulato a livello aziendale,che va ad integrare e completare la disciplina dettata nel contratto collettivo di categoria.


Una struttura contrattuale,quindi,si dice centralizzata o decentrata quando vi è una ripartizione più o meno ampia di competenze e di materie rispetto all’ambito di applicazione.


La contrattazione aziendale ha iniziato ufficialmente il suo cammino in Italia nei primi anni Sessanta.


L’articolo 8 della legge n. 148 del 14 settembre 2011 ha introdotto la nozione di contrattazione collettiva di prossimità vale a dire il contratto decentrato,sottoscritto a livello aziendale o territoriale.


L’elemento innovativo presente nel contratto di prossimità è la possibilità di revoca della disciplina del contratto nazionale ad esso attribuita.


L’oggetto di tale contrattazione di prossimità è costituito da specifiche intese tendenti a consolidare le tutele per i lavoratori e a migliorare le finalità economiche dell’impresa.


Tali intese devono essere dirette alla maggiore occupazione,all’adozione di forme di partecipazione dei lavoratori,all’emersione del lavoro irregolare,agli incrementi di salario,alla gestione delle crisi aziendali ed occupazionali,agli investimenti.


Il tema è strettamente connesso con le recenti dichiarazioni del presidente del Consiglio che ha auspicato un sindacato unico e una nuova legge sulla rappresentanza.

Il governo affronterà anche queste riforme?

Exit mobile version