Macroregione adriatico-ionica: eurodeputati, priorita’ crescita blu

Investimenti infrastrutturali, sviluppo della blue economy, con attenzione allo stato di salute degli stock ittici, e mobilitazione di risorse finanziarie adeguate. Sono alcune delle proposte degli eurodeputati italiani sulla Strategia per la macroregione adriatico-ionica, in discussione al Parlamento europeo.

La Strategia per la macroregione adriatico-ionica

Favorire la crescita in un'area che ospita oltre 70 milioni di persone e coinvolge otto paesi – Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Grecia, Italia, Montenegro, Serbia e Slovenia – di cui quattro Stati membri e quattro extra-Ue. E' l'obiettivo della Strategia per la macroregione adriatico-ionica, approvata a ottobre dal Consiglio europeo e in questi giorni in discussione all'Europarlamento.

Quattro i pilastri in cui si articola la strategia – Crescita blu, Collegare la regione (reti di trasporti ed energia), Qualità ambientale e Turismo sostenibile – cui si aggiungono i due aspetti trasversali della sensibilizzazione dell'opinione pubblica e della cooperazione transnazionale in materia di ricerca e innovazione. In più, la Strategia considera la mitigazione del cambiamento climatico e la gestione del rischio di catastrofe quali principi orizzontali comuni ai quattro pilastri.

Per ciascun pilastro il documento individua un numero limitato di ambiti di azione che sono: tecnologie blu, pesca e acquacoltura, governance e servizi marini e marittimi per la Blue economy; trasporto marittimo, connessioni intermodali con l'entroterra, reti energetiche per Collegare la Regione; ambiente marino, minacce alla biodiversità costiera e marina, inquinamento del mare, habitat terrestri transnazionali e biodiversità per Qualità ambientale; diversificazione dell'offerta turistica e gestione del turismo responsabile per Turismo sostenibile.

Quanto alla governance, sono stati previsti due coordinatori dei Ministeri competenti che rappresentano altrettanti paesi per ciascun pilastro, mentre sul fronte finanziario gli investimenti privati dovrebbero essere stimolati attraverso risorse provenienti dai fondi strutturali e di investimento europei, dallo strumento di assistenza preadesione 2014-2020, ma anche dal programma Ue per la ricerca e l'innovazione Horizon 2020, dal Meccanismo per collegare l'Europa (Connecting Europe Facility), dal programma LIFE per l'ambiente e la lotta al cambiamento climatico e dal programma COSME per le PMI.

Le posizioni degli eurodeputati

Al Parlamento europeo la Strategia per la macroregione adriatico-ionica è stata assegnata alla commissione Sviluppo regionale (REGI), con l'europarlamentare Alde Ivan Jakovčić che presenterà a giugno un primo progetto di relazione anche sulla base dei pareri delle altre commissioni competenti, che questa settimana hanno discusso il documento.

In commissione REGI l'eurodeputata Michela Giuffrida (Pd) ha sottolineato l'importanza di valorizzare l'approccio dal basso che ha caratterizzato la nascita del progetto macroregionale, ma anche il suo contributo all'integrazione tra Stati membri e paesi extra-Ue. Tra gli obiettivi prioritari, per la Giuffrida, lo sviluppo delle infrastrutture, in particolare dei trasporti, e gli investimenti in ricerca e innovazione a sostegno della crescita blu.

La necessità di una valutazione approfondita dell'evoluzione degli stock ittici, per evitare che l'aumento dell'attività marittima influisca negativamente sulle specie in difficoltà, è stata invece richiamata dalla vicepresidente della commissione Pesca Renata Briano (Pd), che ha annunciato emendamenti sul tema dell'occupazione femminile nella filiera della pesca e sulla questione della plastica in mare, “che sta diventando un problema enorme per i pescatori”.

L'importanza della condivisione degli obiettivi della strategia tra tutti i paesi coinvolti è stata invece sottolineata dall'eurodeputato Remo Sernagiotto (Fi), mentre l'europarlamentare M5S Marco Affronte ha denunciato la limitatezza delle risorse ipotizzate per la Strategia. Per ora, ha spiegato Affronte, si pensa a un budget pari a circa un decimo di quanto previsto per la macroregione del Baltico. Tra le proposte dell'eurodeputato, anche il ricorso a piani pluriennali della pesca nella macroregione con progetti diretti ad affrontare i problemi delle reti fantasma, perse o abbandonate in mare, e della plastica. Ci sono industrie che possono riciclare la plastica recuperata dai pescatori, ha concluso l'eurodeputato, e usarla per nuovi prodotti.

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