Porgo un saluto caloroso al Signor Presidente della Repubblica

che ci onora della Sua presenza in occasione di un evento che valorizza
fortemente il grande patrimonio culturale della Sicilia.
Saluto tutte le autorità presenti e ringrazio la fondazione Sicilia, la
fondazione Culturale “Lauro Chiazzese”, per la promozione dell'iniziativa.
I beni culturali storici, archeologici e monumentali della Sicilia sono i veri
giacimenti di una ricchezza diffusa e presente in modo consistente in tutta
l'Isola.
Poche Regioni al mondo possiedono tale patrimonio costituito da beni materiali
e immateriali, che testimoniano la grandezza della storia dell'Isola.
In Sicilia esistono le testimonianze diffuse delle grandi civiltà che hanno
caratterizzato la storia delle nazioni del Mediterraneo e dei suoi popoli.
In un unicum irripetibile, la Sicilia attraversa la civiltà fenicia, quella
romana, quella greca, quella araba, normanna ed altre civiltà europee.
Una Sicilia che non ha soltanto condiviso la storia delle civilizzazioni e
delle antiche civiltà, dove si manifesta la coesistenza e la condivisione
della religiosità mediterranea, caratterizzata dalla fede monoteistica
all'unico Dio dei cristiani, degli ebrei e dei musulmani, che diventa storia
mondiale dell'umanità.
La Sicilia partecipa anche fortemente allo sviluppo dell'età comunale in
Italia, prima tra le regioni italiane, partecipa al grande movimento
umanistico, alle correnti artistiche del Rinascimento, dell'età barocca, ai
movimenti di pensiero illuminista e a quelli democratici e liberali che hanno
contribuito all'unificazione della Nazione italiana in un unico Stato,
Con la presenza attiva non solo di intellettuali, ma anche di artisti,
musicisti e di una parte notevole del suo popolo, ha partecipato all'intrapresa
della unificazione della Patria.
La Sicilia è anche la prima Regione d'Europa liberata dalla dittatura
nazifascista.
La nostra Isola è anche la Regione che nel '900 esprime alcuni tra gli
scrittori e artisti più famosi al mondo.
Noi siamo fieri di questa storia, che rappresenta un argine forte contro ogni
tentativo di sgretolare la coesione sociale e il dialogo tra i popoli.
Questa storia e questa cultura fanno di noi il popolo del dialogo e
dell'accoglienza, di fronte a un mondo che sembra mettere in discussione, in
nome degli egoismi, i tratti fondativi delle civiltà mediterranee ed europee.
La Sicilia che deve ripartire dalla presa di coscienza della propria identità
storica e culturale, che costituisce occasione non soltanto di progresso
sociale, ma anche di crescita e di sviluppo.
La Sicilia Signor Presidente come tutte le isole soffre la strutturale carenza
di collegamenti e dell'alto costo dei trasporti, che rendono non competitive le
nostre merci e i paradisi di bellezza naturalistica, storica e artistica della
Regione.
A ciò si aggiungono gap infrastrutturali interni che rallentano lo sviluppo.
Ho apprezzato, Signor Presidente, fin dal primo giorno del Suo insediamento,
il riferimento continuo che Ella fa in merito all'eliminazione del divario tra
regioni ricche e povere del Paese.
Il nostro destino è anche legato al rispetto di quel secondo comma, articolo
tre della Costituzione, che Ella ha richiamato, nel Suo intervento di
insediamento alla Presidenza della Repubblica, laddove Ella afferma che è
compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli materiali che si oppongono
all'uguaglianza formale.
Grazie, Signor Presidente, per i Suoi ammonimenti e per il richiamo incessante
che quotidianamente esprime, rivolto ad eliminare ingiustizie che hanno radici
antiche e che devono essere risolte, per contribuire alla crescita economica e
sociale dell'Italia.

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