Capo dello Stato. Auspichiamoci che la speranza diventi una profezia

Su Il Sole 24 Ore del 29 gennaio, una lettrice scrive: “Dicono che la gente si allontana dalla politica. Forse sarebbe più giusto dire che i nostri politici si allontanano alla gente, anche da quella che in qualche modo la politica tenta di seguirla. E in questi giorni i politici stanno dimostrando palesemente il loro splendido isolamento. Devono eleggere il loro presidente della Repubblica, e sembra molto lontano o del tutto assente dalla loro mente il pensiero che dovrebbe essere anche il nostro presidente della Repubblica. Si comportano un po’ come gli uomini della Chiesa quando devono eleggere un nuovo papa: a tutto pensano meno a quale papa vorrebbero i fedeli. Questi ultimi per gli uomini della Chiesa sono come bambini. Per gli uomini della politica anche i cittadini sono come bambini. Ci vorrebbe un intervento dello Spirito Santo così com’è avvenuto nell’ultimo conclave. I cardinali pensavano di eleggere un papa anodino, innocuo, ed invece appena eletto Papa Francesco ha cominciato a tenere un po’ troppo conto del vangelo, e di conseguenza a dare fastidio anche a quelli che lo avevano eletto. Speriamo succeda la stessa cosa per l’elezione del Capo dello Stato”. Il Presidente è stato eletto. Auspichiamoci che la speranza diventi una profezia, che il Capo dello Stato tenendo molto in conto la Costituzione (il vangelo dello Stato?), dia fastidio ai disonesti, ai corruttori, agli evasori fiscali, e agli amici (non presenti ovviamente tra coloro che lo hanno eletto… ) dei disonesti, dei corruttori, degli evasori fiscali.

Attilio Doni

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