La strage Strage Charlie Hebdo e le fesserie di una persona non stupida

Gentile direttore, quando una persona non stupida come credo sia il sottoscritto, e non cattiva, come pure credo sia il sottoscritto, la pensa diversamente da come pensa la maggior parte delle persone, è doveroso chiedersi: starò dicendo delle fesserie? E poiché non riesco a vedere delle fesserie in ciò che penso, lo chiedo a lei: dico delle fesserie? Contrariamente a quanto pensano quasi tutti, oggi, io non me la sentirei sia pure in nome della libertà di pensiero, di opinione, e via di seguito, di mettermi con insistenza a sbeffeggiare il buon Dio o il buon Allah, che poi sempre di Dio si tratta, oppure il fondatore di una grande diffusissima religione. Non me la sentirei perché mi sembrerebbe di offendere milioni di persone (non solo i fanatici) per le quali quel Dio o quel fondatore di religione, conta più della madre o del padre. Ed ancor più non me la sentirei se fossi consapevole che schernendo pubblicamente Dio, qualche fanatico potrebbe fare strage d’innocenti. Ed ancor più non me la sentirei, se fossi consapevole che la strage potrebbe servire da pretesto agli appassionati della guerra, di scatenarne una, con conseguente sicura morte e sofferenza d’innocenti. Ecco, vorrei che lei mi dimostrasse che questi pensieri di uno non stupido e non cattivo, sono fesserie. Può accadere, infatti, che una persona buona e intelligente possa dire corbellerie, anche se è cosa rara.

Renato Pierri

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