FONDAZIONE COMMERCIALISTITALIANI: Vi facciamo un regalo

Vi facciamo un regalo

Sono trascorsi fino ad oggi 5.251 giorni dal 27 luglio 2000. Quel giorno, in Italia, veniva pubblicata la legge n. 212 conosciuta da tutti come Statuto del Contribuente. Diceva, l'art. 3, comma 1, di quella legge, che non possono essere emanate norme con valenza retroattiva ed aggiungeva, al comma successivo, che nessuna disposizione tributaria può prevedere adempimenti a carico dei contribuenti, la cui scadenza sia anteriore al sessantesimo giorno della sua entrata in vigore. Pensammo tutti ad una prova di alta democrazia. Invece, sono stati 5.251 giorni di inganni e di mancato rispetto della Legge, da parte di tutti coloro che in questo lungo periodo si sono alternati alla guida dell'Italia. La carta su cui lo Statuto è scritto è stata calpestata talmente tante volte che non è più neanche riciclabile.

E allora, care Istituzioni governative, ve ne regaliamo idealmente una copia nuova. Fiammante e fresca di inchiostro. E, se permettete, ne facciamo la premessa.

Era il giorno 11 Marzo 2014 e, con la Legge n. 23 concernente la Delega al Governo recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita, veniva approvato il seguente articolo 1: “1. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, decreti legislativi recanti la revisione del sistema fiscale. I decreti legislativi sono adottati, nel rispetto dei principi costituzionali, in particolare di quelli di cui agli articoli 3 e 53 della Costituzione, nonché del diritto dell’Unione europea e di quelli dello statuto dei diritti del contribuente di cui alla legge 27 luglio 2000, n. 212, con particolare riferimento al rispetto del vincolo di irretroattività delle norme tributarie di sfavore…omissis…”.

La legge delega quindi dichiarava espressamente di voler rispettare lo Statuto.

Ma, il giorno 30 Ottobre 2014, il Consiglio dei Ministri ha approvato la bozza della Legge di Stabilità 2015, attualmente in discussione in Parlamento, contenente con effetto retroattivo:

– il ritorno dell’aliquota IRAP al 3,9% dal 3,5% (art. 5) senza neppure una espressa deroga come normativamente stabilito;

– l'aumento del prelievo fiscale sui Fondi pensione che passa dall’11,5% al 20% (art. 44);

– l’incremento della tassazione sui dividendi percepiti da Enti non commerciali, con la riduzione della quota esente dal 95% al 22,26% (art. 44) anche in questo caso senza una espressa deroga.

Il Governo quindi, non solo come da prassi consolidata ha disconosciuto lo Statuto del Contribuente, ma ha addirittura sconfessato sé stesso dopo aver scritto, appena sette mesi e mezzo fa, l'art. 1 della legge 23/2014 richiamata in apertura!

E dopo venti giorni, cioè il 19 Novembre 2014 il Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha ricordato in Parlamento che: “la delega fiscale fornisce l’occasione per rivitalizzare i principi dello Statuto del Contribuente, con il vincolo di irretroattività delle norme tributarie in sfavore”.

Ma non è finita.

Il giorno 01 Dicembre 2014 sul sito del Dipartimento delle Finanze è stato pubblicato il decreto interministeriale del 28.11 (Ministero dell’Economia di concerto con il Ministero delle Politiche Agricole e con il Ministro dell’Interno). Il testo individua il nuovo ambito applicativo di esenzione IMU per i terreni agricoli, in base all’altitudine del Comune e stabilisce il pagamento della sempre più detestata imposta, per l’anno 2014, in una unica rata entro il 16 dicembre.

Nel merito si rileva che l’art. 22, comma 2, del Decreto Legge 66 del 24.04.2014, demandava le disposizioni attuative ad un apposito decreto interministeriale da emanare entro il 20.09.2014 e cioè entro 90 giorni dall’entrata in vigore della Legge di conversione.

Cosa che non è successa, tanto che i giorni di ritardo successivi ai previsti 90 sono stati 71 e quelli mancanti alla scadenza del pagamento, inconcepibilmente soltanto 15!

Così, il Governo è corso ai ripari (si fa per dire): pare che concederà una proroga al 26.01.15 per il pagamento senza sanzioni. Dopo questa data dovrebbero (il condizionale è d'obbligo) essere rivisti i criteri di assoggettamento o di esenzione per i terreni montani. Esiste quindi il rischio concreto per i cittadini di pagare e poi chiedere il rimborso perché di nuovo esentati, oppure di pagare entro il 16 dicembre e poi effettuare l'eventuale conguaglio con un ulteriore pagamento. Come se il caos Imu/Tasi e le migliaia di delibere comunali non fossero da sole sufficienti a disorientarli.

Ma, indipendentemente da ciò che abbiamo evidenziato e da qualsiasi correzione che sarà apportata, il totale disprezzo per lo Statuto del Contribuente è da tempo manifesto.

Nel caso in esame sarebbe stato ragionevole approvare il Decreto interministeriale nei termini (20.09.14) oppure, vista la tardività, prevedere subito una correzione temporale che rispettasse i diritti che lo Statuto riserva ai cittadini.

Ecco perché, care Istituzioni governative, Vi regaliamo lo Statuto. Perché pur essendo stanchi di subdole giustificazioni, continuiamo a credere nel Diritto.

Ed ecco perché, alla fine della premessa, insieme al regalo, Vi chiediamo di fare una scelta fra:

– Abrogare la Legge 212/2000;

– Abrogare l'art. 1 della Legge Delega;

– Rispettare il Diritto ed i diritti dei cittadini.

Livorno, 15 Dicembre 2014

FONDAZIONE COMMERCIALISTITALIANI

Michele Cinini

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