INTERNET E L’ ENNESIMO CASO DI VIOLENZA SU UNA MINORENNE

ECPAT CHIEDE AL MIUR E AL MINISTERO DELLA SALUTE DI INCREMENTARE LE INIZIATIVE VOLTE ALLA SENSIBILIZZAZIONE CONTRO LO SFRUTTAMENTO SESSUALE E COMMERCIALE DEI MINORI IN RETE.
E’ di pochi giorni fa la notizia di una quindicenne adescata in chat e poi stuprata da un uomo di quarantaquattro anni nei pressi di Roma. Ancora una volta Internet come veicolo di violenza che vede come protagonista una minorenne.
Sicuramente internet rappresenta un’opportunità, tuttavia non possono più essere sottovalutati i rischi che tale mezzo può presentare. Il mondo digitale è divenuto uno tra i principali soggetti di informazione e socializzazione. La comunicazione tramite la rete, che affascina molti bambini e ragazzi, fa nascere nuovi linguaggi e nuovi sistemi di relazione.

Può però esporre a situazioni pericolose per l’incolumità, proprio come in quest’ennesimo caso di violenza; può causare disturbi della personalità, della sessualità o contribuire a generare uno stato depressivo quando i ragazzi non trovano un adeguato riscontro nella vita reale dopo aver cercato di costruire una personalità diversa da mettere in vetrina e proporre in rete.

L’utilizzo ossessivo di internet si trasforma in una vera e propria dipendenza quando qualsiasi attività viene messa in secondo piano pur di restare connessi al mondo virtuale. E in molti approfittano di questa debolezza e fragilità a danno dei più giovani.

Di fronte a tale problema, le iniziative di sensibilizzazione e di informazione rivolte ai ragazzi, alle scuole e ai genitori diventano una priorità. E’ infatti fondamentale -come da sempre sostiene Ecpat- privilegiare la ricerca e la formazione: rappresentano infatti gli unici mezzi efficaci per riuscire a prevenire e contrastare lo sfruttamento sessuale commerciale dei minori.

Chiediamo quindi al Ministero dell’ Istruzione, dell’ Università e della Ricerca e al Ministero della Salute di incrementare gli interventi di educazione alla salute e in particolare accendere i riflettori sul consumo problematico di questo potente mezzo.

Affinché queste storie di violenze possano finalmente finire.

Consuelo Cagnati
Ufficio stampa
ECPAT Italia Onlus
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