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APPROVAZIONE FONDO SOCIALE EUROPEO

Il Consiglio regionale ha approvato nei giorni scorsi la proposta di utilizzo del Fondo sociale Europeo, atto di cui il consigliere regionale UDC Luca Marconi è stato relatore di maggioranza. Lo stesso Marconi rileva che “si è potuto accogliere, con piena soddisfazione di tutti, i suggerimenti presentati in terza commissione dalla Caritas Marche in rappresentanza del Terzo settore.”

Infatti le associazioni no profit avevano suggerito la loro presenza quale interlocutori naturali per tutto ciò che riguarda l’inclusione sociale, gli interventi di contrasto alla povertà, l’assistenza per coloro che sono scivolati nella povertà estrema, le politiche di sostegno per il reinserimento di coloro che sono vittime delle dipendenze, in particolare per il loro recupero.

Sempre in occasione dell’approvazione del Fondo Sociale Europeo il consigliere Luca Marconi ha presentato un emendamento con il quale intendeva specificare l’ambiguo termine “genere” al fine di precisare che quel genere, che in sede europea assume l’espressione “gender” comprendendo senza alcun limite ogni abitudine e tendenza sessuale, in Italia non poteva che essere “genere sessuale maschile e femminile”. Certamente una questione ideologica, per molti non fondamentale, ma per Marconi, e quanti credono in una corretta applicazione dell’ordinamento giuridico costituzionale, la necessità di non produrre pericolose confusioni oltre alle tante già in atto e volutamente perseguite.

Ad opporsi a questo emendamento 13 consiglieri del PD, renziani, dalemiani e popolari, tutti uniti con la sinistra di Sel e comunista e uno dell’IDV. Insieme a Marconi hanno votato a favore il consigliere UDC Valeriano Camela e tutta le minoranze con qualche eccezione di consiglieri “momentaneamente assenti” e perciò non votanti come anche alcuni della maggioranza per un totale di 8 unità. Risultato finale: 14 voti a favore e 16 contro e l’emendamento bocciato.

Comunque soddisfatto Luca Marconi per aver sollevato la questione anche se dichiara che “con un po’ più di buona volontà tre consiglieri sensibili alla famiglia e alla giusta considerazione del genere sessuale si potevano trovare fra coloro che hanno preferito non esprimersi.”

Ancona lì 21 luglio 2014.

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