A Bologna un nuovo ‘sportello sociale’ è inaccessibile ai disabili, la Cinti commenta

La responsabile dell'Italia Dei Diritti per l'Emilia Romagna: “Le necessarie priorità da valutare, quindi la tutela innanzitutto delle persone con difficoltà deambulatorie e non soltanto, non sono state tenute nella giusta considerazione, mentre il rispetto di tutti i membri di una comunità, e la cura per il loro benessere, passa anche dal riconoscimento del diritto di potersi relazionare con facilità al tessuto urbano e non che li accoglie”

Bologna, 20 giugno 2014 – La segnalazione è giunta da parte di Max Ulivieri, da tempo impegnato nel denunciare le barriere architettoniche in città e non solo. Lo sportello sociale inizialmente sito nel Quartiere Porto, è stato spostato nella sede nuova di Via Della Grada 2/2, presso il Quartiere Saragozza. Peccato che ad accogliere le persone, e a condurle verso gli uffici, vi siano ben due rampe di scale, le quali rendono difficile l'accesso anche a chi ha soltanto male ad un ginocchio. Ulivieri, che si era recato qui per delle pratiche, ha potuto constatare che quanto segnalato era vero, pertanto ha domandato in quale altro modo potesse essere facilitato l'utilizzo dei locali adibiti. Gli è stato risposto che “ci sarebbe un ascensore, ma è dei vigili, devi chiamare loro per le chiavi e comunque è sito nel parcheggio dietro”. Oltre a ciò, lo stesso Ulivieri ha riportato che qualche giorno fa un'impiegata dello sportello “è scesa giù per fare dei documenti a una ragazza in carrozzina. Sul marciapiede…”.
Luana Cinti, responsabile dell'Italia Dei Diritti per l'Emilia Romagna, ha così commentato: “La segnalazione fatta in merito all'inadeguatezza dello sportello in oggetto è assolutamente legittima e doverosa. Si tratta certamente di una scelta quantomeno discutibile e inappropriata quella di inaugurare un nuovo ufficio non affatto privo di barriere architettoniche, e al contrario caratterizzato da ostacoli all'accesso, in quanto rivela una scarsa attenzione riguardo alle variabili da considerare nella pianificazione e conseguente realizzazione di questo, come di ogni altro spazio di accesso pubblico predisposto sul territorio. A tale mancanza, o insufficiente accuratezza, è ovviamente seguita, nel caso specifico, una pianificazione errata che ha nell'immediato portato conseguenze negative per i cittadini, e disagi in particolare per le persone diversamente abili, testimoniati dagli episodi recenti che sono stati raccontati, e non di sicuro da prendere ad esempio, ma in effetti destinati, ancora una volta, ad essere annoverati tra i paradossi. Le necessarie priorità da valutare, quindi la tutela innanzitutto delle persone con difficoltà deambulatorie e non soltanto, non sono state tenute nella giusta considerazione, mentre il rispetto di tutti i membri di una comunità, e la cura per il loro benessere, passa anche dal riconoscimento del diritto di potersi relazionare con facilità al tessuto urbano e non che li accoglie. E' imprescindibile l'impegno dell'amministrazione e degli organi competenti, affinchè si trovi una repentina soluzione, dunque la volontà di tradurre le segnalazioni pervenute in un adeguamento o trasferimento della sede attuale del nuovo sportello sociale, nel contempo ripensando e riconsiderando quanto si è fatto sinora in tale ambito, e come si può costruttivamente migliorare il percorso. Il dialogo con la cittadinanza, e l'ascolto costante delle istanze che provengono dalle osservazioni dirette sul campo, possono e di fatto contribuiscono positivamente ad organizzare meglio le modalità di approccio a determinati temi di interesse collettivo, promuovendo partecipazione e attenzione propositiva, dalle quali potranno scaturire soltanto ottimi risultati, a favore di tutti”.

Ufficio Stampa Italia Dei Diritti Emilia Romagna
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