IL PUNTO di Marco Zacchera n. 496 del 14 giugno 2014

SOMMARIO: VB: AUGURI ALLA NEO-SINDACO – STRATEGIE NUOVE PER LA DESTRA – SBARCHI – LA DISFATTA DI ALITALIA –

VB: AUGURI ALLA NEO-SINDACO

Complimenti alla nuovo sindaco di Verbania Silvia Marchionini (PD) e auguri sinceri di buon lavoro. Mi auguro che Silvia abbia ora la forza e il coraggio di non farsi chiudere negli steccati, di aver scelto gli assessori in assoluta libertà perché è stata soprattutto una sua vittoria personale, non dei partiti che l’hanno sostenuta, tra l’altro spesso solo a denti stretti.
A Verbania serviva una volta generazionale e tutti siamo tenuti ora a collaborale con il nuovo sindaco che merita il massimo rispetto.
Un saluto ed un augurio con un pensiero particolare anche per la candidata Mirella Cristina: ha accettato una candidatura difficile e subito contrastata in partenza, si è mossa con impegno e – crescendo nei consensi – ha raggiunto il ballottaggio nonostante la presenza di ben quattro candidati di “area”e l’aperta ostilità di una parte del gruppo che appoggiava Marco Parachini, con il coraggio di essere e rimanere autonoma a logiche di partito. Intorno a Mirella Cristina credo che si potrà ora ricostruire un gruppo di persone valide che potranno approfondire e proporre idee positive per la nostra città. Grazie per il suo impegno ed il coraggio di averci provato.

PIEMONTE: CHIAREZZE
Dopo queste elezioni non ci saranno in futuro più dubbi sulle responsabilità politiche in Piemonte: l’amministrazione regionale è passata saldamente in mano a Chiamparino e al PD, le province sono state abolite, tutti i comuni capoluoghi avranno sindaci di sinistra. Auguri sinceri ad Aldo Reschigna, neo vice-presidente e assessore regionale al bilancio. L’ex sindaco di Verbania eredita da Cota una regione con i conti a posto, certo in condizioni di equilibrio migliori che non quelle lasciate dalla sinistra nel 2010 con presidente Mercedes Bresso.
La decisione dei giudici del TAR del Piemonte che con la loro sentenza “politica” hanno cambiato gli equilibri politici regionali e cancellato il voto di milioni di cittadini ha fatto il suo corso.
Punto e a capo, buon lavoro ma sono curioso di vedere se adesso i vari comitati per la sanità, i protestatari vari, i comuni montani e i consorzi sanitari senza soldi ecc. ecc. diventeranno improvvisamente soddisfatti (e silenti) o se invece avranno il coraggio di continuare in una seria azione di pungolo e di stimolo.

NUOVE STRATEGIE A DESTRA
Archiviata la prevedibile sconfitta elettorale credo che la Destra politica italiana – intesa nel suo concetto più ampio – se vorrà risalire l’onda del disastro debba finalmente prendere delle decisioni e riorganizzarsi partendo più o meno da zero.
Visto che deve nascere e svilupparsi un progetto almeno a medio termine credo che il prossimo futuro si giocherà su due fronti, ovvero il superamento di Berlusconi e la necessità di promuovere nuove aggregazioni politiche.
Sul primo punto credo che ormai non ci siano dubbi: Berlusconi è tramontato (e qui molti potrebbero anche legittimamente aggiungere “purtroppo”, altri “per fortuna” o “finalmente”) ma comunque questo è ormai un dato di fatto e chi non lo capisce va contro la logica del tempo.
Ciò significa avviarsi verso un periodo di tensioni e rivalità interne a F.I. ma finalmente anche di aprirsi alla scelta di nuovo leader con criteri, si spera, di democrazia interna.
Il secondo punto è che – in parallelo a quanto avverrà in Forza Italia ed in vista di un ricompattamento almeno elettorale – serve assolutamente che tutte le diverse forze politiche residuali alla diaspora del fu PDL abbiano il coraggio di parlarsi e di riunirsi.
La Lega Nord e Fratelli d’Italia, per esempio, debbono lavorare seriamente per verificare e decidere se sono o meno in grado di sottoscrivere un programma comune.
C’è un precedente che qualcuno ricorderà: nel 1994 Pinuccio Tatarella compì il miracolo della nascita vittoriosa del “Fronte del Buongoverno” ovvero una alleanza FI-Lega al Nord e FI-AN al centro sud che per la prima volta nel dopoguerra portò la destra al governo..
Oggi, superati antichi steccati e barriere ideologiche, deve nascere un partito dove si parli DEGLI INTERESSI DEGLI ITALIANI sia in tema di politica interna che europea ed internazionale e quindi un movimento “ad equilibrio variabile” che abbia logicamente nella Lega il suo baricentro al nord e in FdI nel centro-sud sarebbe una novità importante, capace di creare le basi per un “Fronte Nazionale” italiano.
Matteo Salvini da una parte e Silvia Meloni dall’altra hanno caratteristiche ben diverse da Bossi e Fini, hanno capito che la beceraggine degli slogan non serve più ma piuttosto occorrono CONTENUTI ed è su questi che possono intercettare una buona fetta di elettorato disponibile ad ascoltarli.
Lavoriamo allora concretamente su questo obiettivo, verifichiamo bene gli ampi margini di una collaborazione operativa che deve cominciare a nascere subito su cose concrete, ma capace di essere strategica in vista di una “federazione” politica futura.
Metà italiani non votano più, sono demotivati e scettici, aspettano che appaia una guida alternativa a Renzi, sono preoccupati del loro futuro, vogliono certezze dopo le delusioni di un centro-destra che aveva promesso e non ha mantenuto perdendo infinite occasioni. Stanno insomma alla finestra, aspettano…
Una alleanza Lega-Fratelli d’Italia che incalzi Renzi ed il governo sulle questioni concrete in campo economico a tutela innanzitutto di ceti medi abbandonati è il contenitore naturale dove raccogliere i voti lasciati liberi da F.I. in attesa di stringere poi un’alleanza politico-elettorale anche con il partito dell’ex Cavaliere. Sorpresa: con queste semplici due mosse oggi sarebbe già riunito un buon terzo dell’elettorato…

SBARCHI
Raggiunto il record di 3.000 sbarchi di clandestini in un giorno (pari a quanti prima arrivavano in un anno) il governo Renzi non sembra minimamente pensare a sospendere l’invasione a seguito dell’ operazione “Mare Nostrum” che si è trasformata in un “pass” per entrare in Europa a solo vantaggi di scafisti e criminalità.
Mi comincio a chiedere se non sia possibile che la mafia siciliana non stia già gestendo il traffico, magari in “co-sharing” con gli scafisti d’oltremare.
Il ministro Alfano, che è di Agrigento, dovrebbe in merito saperne qualcosa ed è strano che la combinazione mafia-scafisti non venga invece neppure sussurrata.
E’ inaudito però come stiano andando le cose visto che ora non arrivano più solo disperati o espatriati per motivi politici, ma interi nuclei famigliari, gestanti e bambini compresi, sicuri di essere poi raccolti e sistemati. L’emergenza così diventa normalità, il silenzio generale, il menefreghismo totale. Gli struzzi mettono la testa sotto la sabbia, così come la grande informazione che si limita a segnalare gli eventi più tragici. Ecco già un primo tema sul quale è possibile ricompattare a destra strategie e consensi

ALITALIA
Quando uno è con l’acqua alla gola e sull’orlo del fallimento ha sempre poco da fare: accetta le proposte di strozzini e creditori e cerca di salvarsi come può.
E’ il caso di Alitalia che pare abbia scelto, come ultima spiaggia, gli arabi del Quatar che – ovviamente – per il loro parziale salvataggio si fanno pagare, e salato.
Quello che però mi resta sullo stomaco è come si sia arrivati a questo sfacelo.
Centinaia di milioni (di euro) di deficit, ma una crisi conclamata che dura da sempre, con una azienda di fatto in mano pubblica dove tutti hanno pescato a man salva e dove sono man mano approdati manager pubblici che prima di tutto si sono riempiti le tasche non senza ringraziare i propri sponsor politici.
Il tutto con comandanti e personale strapagato rispetto alla concorrenza e con benefit assurdi per decenni. Furibondo “no” a tutti i partner man mano interessati a collaborare nel Nord Italia, Malpensa prima costruita e poi dimenticata a favore di Roma, quasi che i milanesi per un volo intercontinentale non preferiscano ora Parigi, Zurigo o Francoforte visto che Milano è stata di fatto cancellata.
Adesso ci sono migliaia e migliaia di dipendenti in esubero (ancora?!) e c’è da chiedersi quante decine di migliaia di dipendenti erano allora di troppo visto che i piani di ristrutturazione vanno avanti da anni.
Certo sarebbe interessante vedere la residenza di tutti questi dipendenti visto che sono stati assunti in una azienda “di bandiera” ma di fatto da sempre romanocentrica che ha fatto errori clamorosi e ricorrenti alla faccia dell’intero paese sottraendosi poi sempre alle proprie responsabilità.
Ma possibile che non ci sia un Magistrato che non colga anche le responsabilità personali di management incapaci?
Quando Berlusconi volle fortemente il salvataggio “italiano” della Compagnia perché si è insistito a scegliere Roma come hub peggiorando ulteriormente i conti?
Queste sono le risposte che vorrei ascoltare dal Ministro Lupi che – da lombardo e persona seria – penso se le sia poste anche lui .

CONTATTI ESTIVI
Come ogni anno IL PUNTO nella stagione estiva uscirà più o meno ogni due settimane, a partire dal prossimo numero. Chi vuol contattarmi può farlo direttamente scrivendomi su marco.zacchera@libero.it così come può leggere i numeri arretrati de IL PUNTO sul sito su www.marcozacchera.it che presto sarà rinnovato.
Mi si chiede spesso, inoltre, di riprodurre su altre testate articoli o note che appaiono su IL PUNTO. Ribadisco che tutti i testi possono essere liberamente ripresi pregando però di citarne sempre la fonte e di interpretare con correttezza il mio pensiero ovvero di non forzarne il senso con tagli ed estrapolazioni. Sarò grato a chi, riprendendo quanto scrivo, avrà comunque la cortesia di comunicarmelo.

Un saluto a tutti !
Marco Zacchera

Lascia un commento