Un’applicazione che aiuterà  i non udenti durante le emergenze, il commento della Cinti

La responsabile dell'Italia Dei Diritti per l'Emilia Romagna: “Programmare e dare seguito, anche con la partecipazione diretta di figure professionali a questo dedicate, ad interventi che siano di sostegno ai non udenti e per una vita dignitosa, rappresenta un punto a favore della costruzione di legami fruttuosi e partecipativi, di un ponte tra la persona diversamente abile e gli altri, i quali non devono essere percepiti come lontani, ma partners di un confronto attivo e consapevole”

Bologna, 23 maggio 2014 – Si chiama “Sos sordi” ed è una nuova applicazione per smartphone e tablet, già presente in Calabria, Basilicata e Lombardia, e che per metterà alle persone non udenti di chiedere aiuto a polizia, vigili del fuoco e 118, con il semplice tocco di un'apposita icona. La novità è partita da un protocollo d'intesa che ha coinvolto tutte le Questure dell'Emilia Romagna ed è stato appena firmato a Bologna dal questore Vincenzo Stingone, in accordo con i colleghi di tutte le altre città della Regione, così come dai rappresentanti dell'Ente nazionale sordi (Ens). Grazie ad una apposita configurazione, che contiene già tutti i dati di chi invierà il messaggio di aiuto alla centrale operativa, il luogo e il tipo di emergenza, e che sarà a breve disponibile non solo per dispositivi Apple ma anche per Android, verrà reso un servizio molto utile ed immediato, a partire da una qualsiasi difficoltà segnalata dall'interessato. Che si tratti di una fuga di gas, la presenza di ladri, una ferita grave e molto altro ancora, l'organo competente provvederà ad inviare repentinamente una pattuglia, oppure l'ambulanza o i vigili del fuoco, attraverso l'utilizzo di una casella di posta dedicata ed allarmata. Il questore Stingone, a proposito dell'iniziativa che ha salutato con orgoglio, ha avuto modo di commentare: “Proviamo ad abbattere con una picconata i muri di silenzio che a volte si creano tra i sordi, le istituzioni e le forze dell'ordine, superando ostacoli a volte rimessi solo alla solidarietà di familiari e vicini di casa”.
Luana Cinti, responsabile dell'Italia Dei Diritti per l'Emilia Romagna, ha in merito dichiarato: “Un' iniziativa che nella sua semplicità non è soltanto utilissima, ma innanzitutto significativa dal punto dell''impegno congiunto e sistematico nel perseguire un obiettivo concreto a favore delle persone sorde. Il dialogo e la volontà di coordinarsi, attraverso uno scambio proficuo di esperienze ed informazioni, ha permesso di raggiungere un importante risultato, frutto di una lucida considerazione delle priorità da affrontare, ovvero come contribuire efficacemente a migliorare le condizioni di vita di coloro che si relazionano al mondo circostante con questa particolare difficoltà, ed offrendo loro un supporto prezioso, per nulla scontato. A partire da un modello che, a quanto si apprende, in altre realtà regionali si è dimostrato vincente, anche in Emilia Romagna si è portato avanti quanto già ideato ed avviato attraverso collaudati step del progetto, e il risultato finale si rivelerà positivo quanto più ci si predisporrà al confronto e alla possibilità di apportare continui miglioramenti, tenendo sempre presente il valore dell'opera cui ci si sta dedicando e l'impegno a garantirne continuità, senza mai dimenticare che il ruolo di ciascuno di noi, insieme alle istituzioni e a tutti gli attori del vivere quotidiano e civile responsabili del benessere dei cittadini, si fonda sulla necessità di cogliere e trasmettere il significato profondo di rapportarci agli altri in maniera inclusiva, riconoscendo e non ostacolando quelli che saranno sempre diritti inalienabili della persona, per i quali è un dovere battersi. Programmare e dare seguito, anche con la partecipazione diretta di figure professionali a questo dedicate, ad interventi che siano di sostegno ai non udenti e per una vita dignitosa, rappresenta un punto a favore della costruzione di legami fruttuosi e partecipativi, di un ponte tra la persona diversamente abile e gli altri, i quali non devono essere percepiti come lontani, ma partners di un confronto attivo e consapevole”.

Ufficio Stampa Italia Dei Diritti Emilia Romagna
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