In crescita casi di overdose di droga ed è allarme, il commento della Cinti

La responsabile dell'Italia Dei Diritti per l'Emilia Romagna: “”Che si tratti di un vero e proprio dramma alla luce del sole è ormai chiaro. La città di Bologna in particolare, è da tempo al centro di una preoccupante situazione legata al tema dello spaccio e del consumo di droga, anche e soprattutto tra i giovani, nell'ambito di una realtà che ha conosciuto e conosce ogni giorno un passaggio importante di studenti e di ragazzi alla ricerca di un lavoro al termine o no degli studi, con un incremento significativo di vicende di ricoveri e di decessi connessi alle dipendenze anche occasionali da sostanze”

Bologna, 13 maggio 2014 – Una nuova ondata di casi di overdose di droga in città nel corso degli ultimi giorni, con il decesso di un ragazzo di 33 anni e due ricoveri, ha ridestato le già forti preoccupazioni della Procura di Bologna (chiamata ad indagare), cui hanno fatto eco le parole della Comunità di San Patrignano, la quale si trova ad affrontare quotidianamente veri e propri drammi legati alle dipendenze da stupefacenti. La comunità ha sottolineato che non smetterà mai di impegnarsi nel contrasto alle dipendenze, in particolare ribadendo che “il vero problema continua ad essere quell'indifferenza così diffusa nella nostra società nei confronti di chi vive un disagio che sfocia nella dipendenza, qualunque essa sia”. Inoltre – ha aggiunto – “non possiamo pensare che sia normale sballarsi, come la società sembra credere sempre più e come fra l'altro sembra voler sottolineare il nuovo decreto legge, che depenalizza il piccolo spaccio di qualsiasi sostanza e che considera sempre meno pericolosa la cannabis”.
Luana Cinti, responsabile dell'Italia Dei Diritti per l'Emilia Romagna, ha in merito dichiarato: “Che si tratti di un vero e proprio dramma alla luce del sole è ormai chiaro. La città di Bologna in particolare, è da tempo al centro di una preoccupante situazione legata al tema dello spaccio e del consumo di droga, anche e soprattutto tra i giovani, nell'ambito di una realtà che ha conosciuto e conosce ogni giorno un passaggio importante di studenti e di ragazzi alla ricerca di un lavoro al termine o no degli studi, con un incremento significativo di vicende di ricoveri e di decessi connessi alle dipendenze anche occasionali da sostanze. Stiamo parlando della libera circolazione di sostanze tra le più diverse e innovative che invadono il mercato e attirano un sempre maggior numero di potenziali clienti, impensabili nel passato, senza dimenticare l'annosa questione dell'eroina bianca, responsabile di una catena di episodi riportati dalle cronache. Le indagini della Procura competente sono pertanto dall'inizio improntate alla ricerca di un filo conduttore che faciliti un contrasto e strategie più efficaci da mettere in campo, con interventi volti a districare una quantomai pericolosa matassa. Il dialogo e il confronto diretto e sistematico con la società civile e le comunità di recupero, stanno necessariamente alla base di un approccio nuovo che, lungi da costituire comparti isolati di interesse rispetto al problema da affrontare, si auspica rivelino alte potenzialità di gestione delle criticità connesse alla materia in oggetto, la quale va assumendo progressivamente dimensioni e caratteristiche proprie di un drammatico intreccio di fattori, costituito da un disagio generalizzato e spesso inafferrabile o indefinibile, ma anche dalla volontà di evasione momentanea nei confronti di una realtà piatta che pur offrendo apparentemente continui stimoli, opportunità di svago e alimentando il desiderio costante di novità, rende piuttosto alieni, contribuendo ad allontanare le persone da un genuino contatto fondato su uno scambio vero e sul confronto costruttivo di esperienze. La comunità di San Patrignano ha giustamente condotto una riflessione sull'idea di una libertà fasulla e controproducente inseguita dai più, la quale di fatto sfugge al controllo positivo e propositivo di una società sinceramente costruita intorno alla collettività che la anima, e che invece è spesso presa da altro, nel complesso lontana rispetto alle emergenze segnalate e concentrata nell'alimentare le apparenze ed un certo tipo di immagine, dunque trasmettendo e praticando valori che una volta afferrati lasciano il vuoto, oppure un senso di profonda insoddisfazione. Un maggiore approfondimento, ed una diversa analisi degli elementi presenti e contemplati nel nuovo decreto sul consumo di droghe 'leggere' merita di essere condotto ed affrontato, non solo sull'onda dei recenti e sempre più ricorrenti fatti di cronaca, ma soprattutto a partire dai suggerimenti e dai continui segnali che la società ed i suoi cittadini ci impongono di considerare, per cercar di affrontare i problemi alla radice e non in superficie, con un occhio davvero attento ai segnali che essa trasmette quotidianamente, quindi lungi dall'approvazione automatica di decreti che nella sostanza possono rivelarsi sterili se non addirittura pericolosi”.

Ufficio Stampa Italia Dei Diritti Emilia Romagna
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