ALLEANZA FORENSE per la GIUSTIZIA: VOLTIAMO PAGINA, NELL’INTERESSE DELL’AVVOCATURA ROMANA

Il Corriere della Sera ed il Messaggero del 12 maggio u.s, nella cronaca di Roma, in due articoli rispettivamente dal titolo “Avvocati, il Presidente dell’Ordine rischia la richiesta di giudizio“ e “Fece avere la consulenza al suo socio sotto accusa il presidente degli avvocati”, hanno dato notizia che il Presidente, avv. Mauro Vaglio “avrebbe pilotato a favore del suo socio in affari l’assegnazione del contratto di consulenza da addetto alla comunicazione dell’Ordine degli Avvocati di Roma… permettendogli di aggiudicarsi un contratto di consulenza del valore di 24.000,00 euro annui”. Si precisa, altresì, che secondo la Procura, che ha concluso le indagini sulla vicenda, l’avv. Vaglio avrebbe omesso “di astenersi dal voto e comunque di comunicare ai Consiglieri la sua situazione di incompatibilità in occasione delle votazioni per la nomina di un addetto alla comunicazione” ed avrebbe procurato al suo socio “l’ingiusto vantaggio patrimoniale costituito dalla nomina e dal relativo compenso pari a 24.000,00 euro annui”.

Peraltro, dal sito web del medesimo Presidente del Consiglio dell’Ordine e da quello dell’agenzia giornalistica ADNKRONOS è consentito acquisire la notizia di circostanze davvero allarmanti: procedimenti penali, denunzie, interrogatori avanti il P.M., indagini del C.N.F. e, tra l'altro, l'affermazione di forti contrasti e di inimicizie personali con i vertici del Consiglio Nazionale Forense e proclami di chiamata alle armi contro il C.N.F. stesso.

Non vogliamo entrare nel merito delle vicende in questione, che seguiranno il loro corso e saranno valutate nelle competenti sedi ed anzi auspichiamo, per l’immagine dell’Avvocatura romana, che possano risolversi positivamente per le persone coinvolte.

Però, in un momento così grave -per il Paese ma anche per l'Avvocatura stessa- appare fortemente sconveniente mirare allo scontro tra le diverse componenti dell'Avvocatura, creando ed alimentando un inaccettabile contrasto con il Consiglio Nazionale Forense, al quale innegabilmente compete (Legge 247/12, l'art.25) collaborare “con i consigli dell’ordine circondariali alla conservazione e alla tutela dell’indipendenza e del decoro professionale” e proporre “al Ministro della giustizia di sciogliere i consigli dell’ordine circondariali quando sussistano le condizioni”.

Oggi l’Avvocatura è bistrattata dentro e fuori le istituzioni proprio perché si ravvisa un affievolimento di una coscienza di categoria che rende improcrastinabile ristabilire una concreta, effettiva ed autorevole rappresentanza.

Resta il fatto che in tale situazione ed anche alla luce del clamore che la vicenda sta assumendo, è venuta meno un’effettiva ed autorevole rappresentanza degli Avvocati romani, che impone, anche nell’interesse delle stesse persone coinvolte, le decisioni responsabili e necessarie che riteniamo non procrastinabili.

Invitiamo, pertanto, con molto rammarico, tutti i componenti del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, peraltro attualmente in regime di “prorogatio” ai sensi della L.31.12.2012 n. 247, a valutare l’opportunità di rassegnare le proprie dimissioni quanto prima, per evitare che il protrarsi di una grave situazione d’ incertezza possa ulteriormente nuocere all’immagine di tutta l’Avvocatura romana ed anche per consentire ai soggetti coinvolti di poter agire per la loro difesa in assoluta libertà.

Avv. Paolo Nesta

Presidente dell’Associazione

Alleanza Forense

per la Giustizia

Avv. Alessandro Graziani

Segretario dell’Associazione

Alleanza Forense

per la Giustizia

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