A Bologna pic nic di protesta contro qualità  della mensa nelle scuole, la Cinti commenta

La vice responsabile dell'Italia Dei Diritti per la Scuola e l'Istruzione: “Si tratta di favorire ed incentivare un dialogo più efficace tra le parti, un confronto effettivo e non uno sterile scontro, il quale, attraverso uno scambio attivo e costante di impressioni e proposte, ma anche di informazioni necessarie ad inquadrare meglio il problema tenendo conto dei diversi punti di vista, si proietti a risolvere nel migliore dei modi le criticità sollevate”

Roma, 6 aprile 2014 – Al grido di “Questa mensa non ci piace!”, a Bologna si sono organizzati pic nic collettivi fuori dalle scuole, con una significativa adesione da parte di genitori e alunni delle elementari e delle materne. La protesta è andata in scena con il principale contributo dell'Osservatorio mense scolastiche, ed è nata per manifestare il disagio di molte famiglie nei confronti delle”tariffe troppo alte e del cibo scadente” di Seribo, società responsabile della refezione scolastica. Diversi Istituti hanno così organizzato pranzi all'aperto davanti alle scuole con i propri bambini, altri hanno semplicemente ritirato i propri figli all'ora di pranzo, ed altri ancora, impossibilitati a partecipare, hanno simbolicamente appeso un fazzoletto rosso ai cancelli della scuola di appartenenza. Il presidente del comitato di gestione delle Betti Giaccaglia, Luca Luiu, ha puntualizzato che oltre a queste motivazioni se ne aggiungono altre, ovvero “il mancato reinvestimento degli utili Seribo, centri pasto obsoleti e una scarsa attenzione verso il biologico”. Lo stesso Luiu ha poi concluso affermando: ” Cerchiamo di partecipare attivamente ma il Comune fa ciò che vuole”. La speranza è dunque che il Comune intervenga in maniera più decisa, ma di fatto, intanto, i dati della protesta forniti dallo stesso Comune confermano la riuscita dell'iniziativa.
Luana Cinti, vice responsabile dell'Italia Dei Diritti per la Scuola e l'Istruzione, ha in merito dichiarato: “I motivi della protesta, alla base dell'iniziativa che ha raccolto numerosi consensi tra le famiglie delle scuole dell'area bolognese, fino ad arrivare al 100% in realtà scolastiche come quella della scuola Cantalamessa, sono parte integrante di un disagio manifesto che trova il suo nucleo nella qualità di un servizio offerto ai bambini, e che da tempo raccoglie le perplessità di genitori ed allievi. La qualità della mensa scolastica, dunque l'attenzione alla preparazione di pasti di un certo tipo con la consapevolezza di farlo a favore della salute e del benessere dei bambini, l'impegno ad adeguarsi a sistemi di preparazione e smistamento moderni, a partire da chiari obiettivi da perseguire per migliorare ogni giorno l'offerta, così come la volontà di aprirsi alle nuove tecnologie e all'impiego di materie prime legate alla filiera del biologico, devono essere garantiti e ancor prima valutati come modalità di approccio utili e costruttive, cui seguirà naturalmente una risposta positiva da parte degli utenti. Se è nata una protesta così diffusa, vuol dire che è arrivato il momento di ripensare oggettivamente a quanto fatto finora in termini di organizzazione e gestione dell'intero ciclo, dalla tipologia di ingredienti selezionati per la preparazione dei singoli pasti, alla varietà degli stessi, agli impianti presso cui si lavora, per arrivare al non meno importante aspetto dei costi ritenuti troppo alti dalle famiglie, a fronte di un servizio purtroppo considerato insufficiente. Ed un ruolo importante nel riportare un equilibrio ed una maggiore efficienza a vantaggio di tutti, è svolto anche dal Comune, cui i genitori si rivolgono in modo accorato affinchè intervenga in tempi rapidi e con la volontà di sbloccare una situazione generalizzata di opposizione ai criteri seguiti dalla società in questione nell'erogazione del servizio mensa. Si tratta pertanto di favorire ed incentivare un dialogo più efficace tra le parti, un confronto effettivo e non uno sterile scontro, il quale, attraverso uno scambio attivo e costante di impressioni e proposte, ma anche di informazioni necessarie ad inquadrare meglio il problema tenendo conto dei diversi punti di vista, si proietti a risolvere nel migliore dei modi le criticità sollevate”.

Ufficio Stampa Italia Dei Diritti Scuola e Istruzione
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