Il giudice Silvana Arbia candidata al Sud alle Europee con la lista “l’altra Europa”.

Il giudice Silvana Arbia è candidata al Sud alle Europee con la lista “l’altra Europa” di cui è leader il greco Alexis Tsipras. Chi abbia conosciuto di persona Silvana Arbia non può non ricevere la subitanea impressione che si tratti di una persona dalle idee chiare e tese al bene. Il che non è poco. Ciò che forse direbbe di sé e della sua vita spesa nel sociale è che sia stata dedicata alla ricerca della verità ed ispirata alla giustizia ed i fatti non potrebbero smentirla. Nata a Senise (Potenza), in magistratura dal ’79, Giudice di Corte d’Appello (laddove si è occupata di criminalità organizzata nazionale ed internazionale, violenze e abusi sessuali contro le donne e i minori), ha in seguito ricoperto la carica di Capo del Principale Organo Amministrativo della Corte Penale Internazionale dell’Aia, rientrando nel 2013 nel ruolo originario di Magistrato presso la Corte d’Appello di Milano.Per oltre trent’anni si è impegnata per la tutela dei diritti fondamentali: salvaguardia dell’ambiente, protezione dei più deboli e indifesi, accesso alla giustizia e alla verità. Nel corso del suo operato si è occupata di crimini come il genocidio, crimini di guerra e contro l’umanità, in qualità di Chief of Prosecution presso il Tribunale penale internazionale Onu per il genocidio del Ruanda 1994. Una vita spesa anche come scrittrice : “Mentre il mondo stava a guardare” (ed.Mondadori 2011), vincitore del premio Levi 2012. Insignita nel 2011 del Premio “Nicola Sole”; nel 2012 del Premio “Paul Harris International”; nel 2013 dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine Nazionale della Legion d’Honneur dal Presidente della Repubblica Francese; Premio per la Pace 2013 del Soroptimist International of Europe; della “Pulce d’argento” 2013. Personalmente conosciuta, non potevo non avere la sensazione tangibile che si trattasse di una donna dalla grande integrità morale. Una di quegli individui da cui non ci si stupisce che intenda “non stare a guardare, restando nel comodo mondo della propria realizzazione sociale”. Che si trattasse di qualcuno disposto a porsi in gioco avendo la sensazione che il mondo abbia bisogno di persone come lei. Ha scelto di schierarsi con il LEADER Alexis Tsipras, conosciuto anche perché nel 2012, alle elezioni per il rinnovo del parlamento greco, portava tra i punti fondamentali del programma elettorale la richiesta di rinegoziazione del piano di austerity imposto alla Grecia dalla cosiddetta “Troika” ((dal russo тройка, trojka, terzina), nella fattispecie l’organo di controllo informale costituito da rappresentanti della Commissione Europea, dalla Banca Centrale Europea e dal Fondo Monetario Internazionale. Non è strano che l’Italia, che certamente non vive una situazione economica di molto migliore della Grecia, possa fare l’occhiolino ad un partito e ad un uomo il quale si pone anche questo obbiettivo. Come nasce “L’Altra Europa con Tsipras”? Possiamo dire che rappresenti la sintesi di un orientamento nato circa un anno fa dall’esigenza di trovare un’alternativa a Martin Schulz, il candidato del Partito Socialista Europeo. Nell’appello firmato da Andrea Camilleri, Paolo Flores d’Arcais, Luciano Gallino, Marco Revelli, Barbara Spinelli e Guido Viale e poi condiviso da molti altri personaggi in gran parte del tutto lontani dalla politica “attiva”, si legge tra l’altro:“Una lista che sostiene Tsipras ma non fa parte del Partito della Sinistra Europea che lo ha espresso come candidato. I nostri eletti siederanno nell’europarlamento nel gruppo con Tsipras (GUE-Sinistra Unitaria europea)” – “Una lista promossa da movimenti e personalità della società civile, autonoma dagli apparati partitici, che sia una risposta radicale alla debolezza italiana.” Abbiamo detto che Silvana Arbia non ha mai scelto per sé posizioni facili e neanche in questa occasione l’ha fatto, ma siamo certi che il suo operato resterà costantemente impegnato in attività sociali indirizzate a giovani ed allw scuole, e sosterrà la creatività, del merito, e del lavoro. Cosa vorrà l’Arbia dall’Europa di domani? Che sia un “luogo” dove i cittadini abbiamo più centralità, dove le Regioni del Sud divengano protagoniste delle scelte di sviluppo. Si dice attenta e cosciente della sofferenza presente nell’attuale Italia, nel settore imprenditoriale, in modo evidente tra i giovani ai quali non viene permesso di realizzarsi nelle scelte, nelle capacità, negli interessi, nelle potenzialità. Negli anziani, per troppi, di non potere vivere degnamente la propria vecchiaia dopo una vita spesa nel lavoro e nella famiglia. Nelle così dette fasce deboli della società, di quanti, essendo più vulnerabili, vorrebbero trovare nell’Europa un rifugio, un luogo dove vivere sereni, nel rispetto della legalità, in modo più pressante per quanti provengono e sfuggono da Stati dove vivevano a rischio di tortura, morte, fame, sete, impossibilità di sopravvivenza per loro ed i loro cari. Sembra di comprendere e non si può non trovare giusta la cosa, che per Silvana Arbia l’Europa debba rappresentare uno spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia e ci chiediamo con lei se l’Europa di oggi, così variegata, che comprende tante culture, rappresenti davvero un riconosciuto pluralismo in cui vengano valorizzate ed ottimizzate le risorse umane presenti sul territorio. L’Europa per Silvana Arbia dovrebbe rappresentare una garanzia in più, rispetto alle istituzioni nazionali, ossia una seconda garanzia, anche più forte e certa della prima, che conduca ad una autentica “modernità” e possa essere d’esempio per gli altri popoli sulla crescita morale e civile del loro personale percorso sociale. Un’Europa dove venga considerata la dignità personale di tutti nel rispetto dei diritti delle persone intese come fondamentali e non negoziabili. Un’Europa a misura dei cittadini che metta al primo posto i popoli in cui sia possibile la lotta alla corruzione ed alla criminalità, in primis attraverso la semplificazione delle norme burocratiche e la cooperazione fra gli stati ed in cui il meridione sia visto come fucina di una continua innovazione. Essendo il Parlamento Europeo una istituzione a suffragio universale, proponendosi ella stessa ai cittadini e non assumendo un ruolo in cui siano stati i Governi a decidere di farle ricoprire ruoli istituzionali in Europa, lascia ai cittadini stessi la possibilità di inserirla in un Parlamento Europeo che dovrebbe garantire la democraticità anche nelle altre istituzioni non europee. Senza democrazia, afferma l’Arbia, difatti non potremo avere un autentico sviluppo che riduca le ingiustizie sociali, non potranno mai cooperare serenamente i ventotto stati che sono attualmente quelli dell’Unione Europea e non potremo mai avere una cooperazione seria contro la criminalità organizzata e la corruzione, che consuma un altissimo livello di risorse economiche. Il rapporto annuale di Transparency International mostra difatti che i Paesi dell'Unione europea maggiormente percossi dalla crisi economica e finanziaria sono anche quelli più colpiti dalla corruzione. Possiamo purtroppo già oggi riconoscere, così come dichiarato dalla Commissione europea, che circa 120 milioni di euro (verificabili), vengono persi ogni anno a causa della corruzione in Europa. I settori maggiormente colpiti sono quello sanitario e quello degli appalti pubblici. Possiamo stare a guardare? Direi di no. Bianca Fasano

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