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Stimolanti interventi dell’amico Rocco Buttiglione

Cara amica, caro amico,

inviamo due stimolanti interventi dell’amico Rocco Buttiglione su argomenti che non dovremmo mai dimenticare: “la persecuzione dei cristiani” in troppi paesi del mondo e la presenza dell’Italia nell’Europa per trasformarne le istituzioni in forme più democratiche e popolari.

Cordialmente,

segreteria Luca Marconi

“Fermiamo la condanna a morte per blasfemia in Pakistan”

“Esprimo sdegno e preoccupazione per la nuova condanna a morte che un tribunale del Pakistan ha comminato a un cristiano in base alla legge sulla blasfemia. Sawan Masih è stato condannato perché avrebbe insultato il profeta Maometto, e peraltro si è dichiarato del tutto innocente. Non è possibile che nel III millennio si continui a perseguitare fino all'estremo la libertà di religione, che è un diritto fondamentale dell'uomo. Il governo italiano si attivi prontamente presso il governo pakistano perché si faccia opportunamente carico di intervenire”.

“All'Europa un sì convinto ma per cambiarla”

“Sig. Presidente del Consiglio, io devo ringraziarLa per una cosa che ha detto e per una cosa che non ha detto.
La cosa che ha detto è che l' Italia è un grande paese europeo con pieno diritto e dovere di intervenire con autorevolezza a determinare gli indirizzi della politica europea. L' Italia ha anche tutte le potenzialità per far parte del “gruppo di testa” della Unione. Bisogna però aggiungere che l' Italia deve uscire da una condizione di minorità che ci siamo inflitti da soli. Si sta male in Europa se non si comprende, non si accetta e non si interiorizza la filosofia fondamentale delle istituzioni europee. Si sta male in Europa se si da all' Europa tutta la colpa dei guai che siamo andati a cercarci da soli.
La cosa che non ha detto è di volere chiedere il permesso dinsuperare il famoso limite del 3%.
Sig. Presidente del Consiglio non vada a Bruxelles a chiedere di ” essere esentato dalla soglia del 3% di deficit”. Non lo faccia per evitare una brutta figura.
Potrebbero risponderle che la regola (scritta anche nella Costituzione italiana) non è il 3% ma il pareggio di bilancio.
Potrebbero dirle che il vincolo vero non è quello dell' Europa ma quello dei mercati. La crisi è cominciata quando i mercati si sono rifiutati di comprare il nostro debito pubblico e, se ricominciamo ad indebitarci senza criterio, l' idillio attuale con i compratori di titoli di stato potrebbe rapidamente finire e potremmo ritrovarci di nuovo nella situazione drammatica dell' autunno 2011.

Non si lasci ingannare, sig Presidente, da chi Le suggerisce nuove improvvisate ricette di politica economica e di politica europea. Proceda, se mai con maggiore baldanza, sul cammino iniziato da Monti e continuato da Letta.

Sta cambiando in senso europeo il modello della economia italiana. il vecchio modello era trainato dalla spesa pubblica e dal mercato interno. Il nuovo modello è trainato dalla crescita di produttività e dalle esportazioni. Lei non otterrà comprensione se proporrà misure che ci riportano verso il vecchio modello. Ne troverà se chiederà aiuto per procedere più speditamente sul cammino del nuovo.

Dica anche, sig. Presidente, che il nostro futuro, come italiani e come europei, dipende interamente dalla capacità che avremo, o non avremo, di inserirci nella grande rivoluzione scientifica e tecnologica che oggi è in corso nel mondo.

L' Europa deve riprendere l' antico disegno, enunciato a Lisbona nel marzo 2000, di diventare la più grande economia della conoscenza sulla faccia della terra. Per questo abbiamo bisogno di investire massicciamente nelle infrastrutture della economia della conoscenza. Tutti insieme, come europei. …
Vorrei concludere là dove Lei ha iniziato. L' Europa è ferma perchè c' è la crisi? No, c'è la crisi perchè l' Europa è in stallo. Noi abbiamo vissuto un momento alto del progetto europeo. Davanti alla grande testimonianza intellettuale, morale e religiosa guidata idealmente da Giovanni Paolo II il totalitarismo comunista è crollato senza sangue. H. Kohl ha guidato la costruzione della intelaiatura istituzionale della nuova Europa. Abbiamo fatto l' euro per legare la Germania alla Europa occidentale ed impedire la rinascita di un imperialismo tedesco. Abbiamo fatto l' allargamento ad est per fare in modo che la Russia, il giorno in cui fosse tornata ad essere una potenza mondiale, trovasse un confine invalicabile verso ovest. Abbiamo garantito venti anni di pace e di sviluppo.
Alla fine, però, siamo stati sconfitti. Le radici cristiane sono state rifiutate nella Costituzione. La Costituzione è stata rifiutata. ll progetto di Lisbona per costruire in Europa l' economia della conoscenza più grande del mondo è stato abbandonato. È passata la cosiddetta Europa dei diritti, cioè l' Europa di tutti gli egoismi, individuali e di gruppo. L' Europa è come una casa bellissima che però non ha il tetto e quindi ci piove dentro.
Sig. Presidente, con prudenza, con saggezza e con coraggio riprenda in mano quel progetto originario, quello di una Europa orgogliosa della propria cultura, capace di generosa solidarietà fra i popoli che la compongono”

Sono alcuni passi salienti della dichiarazione di voto favorevole pronunciata da Rocco Buttiglione (Udc) in nome del gruppo Per l'Italia.

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