In arrivo nelle scuole il certificato antipedofilia, il commento della Cinti

La vice responsabile dell'Italia Dei Diritti per la Scuola e l'Istruzione: “Si è chiamati a focalizzare l'attenzione sulle figure responsabili dell'applicazione corretta della norma e a concentrarsi sul valore della collaborazione e del dialogo tra Ministero e dirigenti, responsabili di società sportive ed associazioni, per superare dubbi legittimi e criticità che devono essere a priori affrontate e risolte con la dovuta efficienza, e comunicate in modo chiaro ed univoco, poichè diversamente si contribuirebbe, ancora una volta, a sminuire la portata e la reale utilità di un provvedimento potenzialmente utile e che trasmette un significativo messaggio”

Roma, 5 aprile 2014 – A partire dal 6 aprile entrerà in vigore il decreto legislativo che attua la “Direttiva europea relativa all'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile”. All'interno delle scuole esso riguarderà circa un milione di persone, tra docenti e bidelli, e quanti avranno a che fare, nell'ambito della propria attività, con minori in maniera “diretta e regolare”,dovranno fornire al datore di lavoro il certificato del casellario giudiziario. Questo allo scopo di garantire che non ci siano a carico del dipendente condanne per reati attinenti la prostituzione minorile, pornografia minorile e virtuale, turismo sessuale e adescamento dei minori. I soggetti interessati dal decreto saranno anche catechisti, volontari delle associazioni e allenatori delle società sportive, con l'impegno a far emergere possibili lavoratori già condannati per tali reati e pertanto potenzialmente recidivi. E' un fatto che, nel passato, alcuni insegnanti e collaboratori in possesso di una condanna per i reati suddetti siano rimasti al lavoro per molto tempo prima che ci si accorgesse della anomalia. Lo stesso provvedimento mira pure a mettere in evidenza probabili “sanzioni interdittive” già erogate a carico dei dipendenti a contatto con i minori. Il dirigente scolastico che fra tre giorni non avesse provveduto a richiedere i certificati al casellario giudiziario di tutti gli insegnanti e bidelli della propria scuola, e nel contempo incappa in un controllo, rischia una sanzione amministrativa che varia tra i 10.000 e i 15.000 euro. I dubbi circa l'applicazione della norma restano numerosi, per cui ad esempio ci si chiede chi si occuperà di recepire i singoli certificati nelle scuole, chi ne pagherà le spese, se i dirigenti saranno ad un certo punto costretti a richiedere un ulteriore contributo alle famiglie oppure verrà previsto uno specifico finanziamento. E poi ci si domanda se i certificati riguarderanno anche il personale tecnico ed amministrativo ed altro ancora. Si resta in attesa di chiarimenti da parte del Ministero competente.
Luana Cinti, vice responsabile dell'Italia Dei Diritti per la Scuola e l'Istruzione, in merito si è così espressa: “L'impegno a favore di un controllo maggiore e più efficace, soprattutto ma non solo nelle scuole, per la tutela dei minori e della loro incolumità, è certamente un obiettivo nobile, che deve procedere di pari passo con la volontà di collaborare costruttivamente, sul piano europeo, per contrastare i numerosi e diversificati fenomeni di abuso perpetrati regolarmente a danno di bambini e ragazzi nei diversi ambiti della vita quotidiana, per i quali i controlli e le relative sanzioni non sempre si sono rilevati adeguate alla gravità dei fatti testimoniati. L'obbligo di un documento che chiarisca e certifichi la presenza o mancanza di carichi pendenti da parte di categorie sensibili di lavoratori dal punto di vista del loro rapporto con i minori, è nel merito un elemento da salutare positivamente ed eventualmente incentivare insieme ad altri importanti forme di intervento per cui battersi in maniera condivisa e trasversale. E' però innanzitutto necessario approfondire e rendere omogenei i criteri di applicazione e le forme di controllo effettive nelle singole realtà interessate dal provvedimento, da realizzare in maniera strutturata e costante, calcolandone i relativi e complessivi costi, e di conseguenza individuando con precisione le risorse disponibili e da erogare, mantenendole nel contempo attive e auspicabilmente senza gravare sulle famiglie. Si è chiamati a focalizzare l'attenzione sulle figure responsabili dell'applicazione corretta della norma e a concentrarsi sul valore della collaborazione e del dialogo tra Ministero e dirigenti, responsabili di società sportive ed associazioni, per superare dubbi legittimi e criticità che devono essere a priori affrontate e risolte con la dovuta efficienza, e comunicate in modo chiaro ed univoco, poichè diversamente si contribuirebbe, ancora una volta, a sminuire la portata e la reale utilità di un provvedimento potenzialmente utile e che trasmette un significativo messaggio. Senza contare i tanti disagi, le incomprensioni e le polemiche che nascerebbero tra gli operatori cui lo stesso provvedimento si rivolge e tra le figure incaricate di provvedere alla richiesta dei certificati e al monitoraggio, soprattutto in considerazione del fatto che per queste sono previste determinate sanzioni in merito alle quali sono legittime richieste preventive di chiarimento”.

Ufficio Stampa Italia Dei Diritti Scuola e Istruzione
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