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Degrado e sicurezza in Piazza Verdi come questione sociale, il commento della Cinti

La responsabile dell'Italia Dei Diritti per l'Emilia Romagna: “Negli ultimi anni la situazione è sfuggita al controllo, perlomeno al tipo di controllo che si pensava fosse sufficiente porre in essere, anche perchè le risorse e le energie disponibili da parte dell'Amministrazione cittadina sono andate purtroppo diminuendo, dunque è emersa con maggiore forza la consapevolezza che il problema da combattere fosse di natura più complessa e profonda, e quindi la 'battaglia' dovesse essere combattuta anche su altri fronti”

Bologna, 6 marzo 2014 – Di Piazza Verdi, a Bologna, si continua a parlare tanto. Ciò su cui ci si è soffermati, è che non si può affrontare più la situazione che la riguarda come una semplice questione di ordine pubblico. Incontrando la Giunta del Sindaco Virginio Merola, il Prefetto Sodano ha voluto sottolineare che in Piazza Verdi “non abbiamo a che fare con gli extracomunitari sporchi e cattivi, ma coi nostri figli migliori, visto che sono quelli che vanno all'Università” Proseguendo nel suo intervento, Sodano ha poi ribadito il fatto che, a suo avviso, siamo di fronte ad un problema di ordine generale della nostra società, pertanto ha dichiarato: “Se non siamo più in grado di educare i nostri figli, se molti commercianti preferiscono guadagnare un euro in più e non guardare a cosa si offre, come lo si offre, è un problema di ordine pubblico o c'è un problema della società?” In aggiunta, ha poi precisato: “Alle forze dell'ordine è stato delegato di tutto e di più, ma ridurre tutto a ordine e sicurezza pubblici è un pò un modo per deresponsabilizzarsi”. Dal canto suo, il Sindaco Merola assicura che “sta già lavorando col Prefetto e col Questore”, con i quali “abbiamo avviato procedure innovative”, in merito a cui egli ha preferito non aggiungere ulteriori dettagli, anche se probabilmente esse avranno a che fare con i presidi mobili. Certamente, ha continuato Merola, “bisogna tornare all'educazione e soprattutto alla lotta alle dipendenze, in particolare da alcool, e su questo siamo impegnati”. Hanno fatto eco alle sue parole anche quelle del Questore di Bologna Vincenzo Stingone, il quale ha ha affermato che i controlli proseguiranno, e di fatti sono stati presi “provvedimenti severi che non vorremmo prendere, ma sulla salute non si scherza”.
Luana Cinti, responsabile dell'Italia Dei Diritti per l'Emilia Romagna, in merito alla questione ha commentato: “Che in Piazza Verdi, e nelle altre zone di Bologna soggette a degrado e sei problemi legati alla sicurezza, non si possa parlare esclusivamente di un problema di ordine pubblico, è una certezza. Il delicatissimo problema, pur coinvolgendo da tempo le diverse parti competenti e responsabili nella gestione dell'ordine e della civile convivenza, è stato probabilmente affrontato non tenendo pienamente conto di tutti gli aspetti potenzialmente connessi all'aggravarsi di una situazione come questa, ci si è fermati a valutare essenzialmente determinati elementi, quelli più immediati, concernenti il controllo e il monitoraggio dei quartieri interessati, con l'applicazione di forme di intervento anche e soprattutto di carattere sanzionatorio, di fatto parzialmente risolutive o dagli scarsi effetti nel lungo periodo, se non addirittura fallimentari. L'importanza delle regole, il concetto di condivisione delle risorse territoriali come patrimonio che coinvolge tutti e il concetto di appartenenza, partono necessariamente, e si arricchiscono di valore, solo a partire da un approccio di natura complessiva ed ampia, che non dimentica di soffermarsi ed enfatizzare il ruolo dell'educazione, della comunicazione e sperimentazione continua di idee e progetti, pensata e portata avanti con l'obiettivo di formare, di avvicinare in particolare i giovani ai temi della cittadinanza attiva e responsabile, così come ad informare sulle questioni inerenti la tutela della salute lontana dalle dipendenze. Tale tipo di approccio, ovviamente contempla anche l'interesse a promuovere le norme di condivisione costruttiva in merito a tutto ciò che il territorio offre, e in tal modo contribuisce ad allontanare progressivamente l'idea di un contrasto al degrado come unilateralmente incentrato sul mantenimento della sicurezza entro certi limiti. E' chiaro che negli ultimi anni la situazione è sfuggita al controllo, perlomeno al tipo di controllo che si pensava fosse sufficiente porre in essere, anche perchè le risorse e le energie disponibili da parte dell'Amministrazione cittadina sono andate purtroppo diminuendo, dunque è emersa con maggiore forza la consapevolezza che il problema da combattere fosse di natura più complessa e profonda, e quindi la 'battaglia' dovesse essere combattuta anche su altri fronti. Dunque l'Amministrazione cittadina, gli operatori di quartiere, scuole, famiglie e responsabili dell'ordine pubblico, devono essere, mai come adesso, protagonisti diretti e insostituibili di un piano condiviso di intenti e iniziative che vertano su questi importanti temi, e perseverino sulla strada del confronto e del dialogo costanti, come strumento di scambio positivo che porti nuove idee, ma in particolare più efficaci risposte”.

Ufficio Stampa Italia Dei Diritti Emilia Romagna
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