Site icon archivio di politicamentecorretto.com

VERSO UNO SMANTELLAMENTO DEL DIPARTIMENTO PER LA GIUSTIZIA MINORILE? PREOCCUPAZIONE PER IL FUTURO DEI MINORENNI DEL CIRCUITO PENALE MINORILE

Continua la preoccupazione per l’annunciata riorganizzazione del Dipartimento per la Giustizia Minorile riportata dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri recante il “Regolamento di organizzazione del Ministero della Giustizia e riduzione degli uffici dirigenziali e delle dotazioni organiche del Ministero della Giustizia”.
Il Consiglio nazionale dell’Ordine degli Assistenti sociali, dopo aver denunciato il proprio sconcerto solo alcuni giorni fa (si veda il comunicato stampa del 12 febbraio sul sito CNOAS: , vuole ribadire ancora una volta il suo NO ai tagli di personale alle aree funzionali rappresentate da assistenti sociali ed educatori e il suo NO alla riduzione del personale dell'area dirigenziale che si occupa del coordinamento dei servizi minorili del Dipartimento.
“Questo nuovo Regolamento mette una pesante ipoteca sul futuro del Dipartimento per la Giustizia Minorile, riconosciuto a livello internazionale come modello di buone pratiche nel settore penale minorile” – dichiara Silvana Mordeglia, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine.
La riorganizzazione ipotizzata rischia di allontanare l’Italia dal pieno rispetto dell’art. 40 della Convenzione ONU sui diritti dell’Infanzia (ratificata dall’Italia con la legge 27.5.1991, n.176), che sancisce “il diritto del minore sospettato, accusato o riconosciuto colpevole di aver commesso un reato ad un trattamento tale da favorire il suo senso della dignità e del valore personale, che rafforzi il suo rispetto per i diritti dell’uomo e le libertà fondamentali e che tenga conto della sua età nonché della necessità di facilitare il suo reinserimento nella società e di fargli svolgere un ruolo costruttivo in seno a quest’ultima”.
“Il sistema penale ha come obiettivo il reinserimento sociale del minore attraverso il mantenimento e la ‘ricostruzione’ dei percorsi educativi – continua Mordeglia. E il processo penale, per legge, deve vedere il coinvolgimento di tutti gli attori operanti nel settore all’interno del quale il servizio sociale ha un ruolo centrale. Gli assistenti sociali, infatti, tenendo conto delle peculiarità del minore, costruiscono insieme a lui un percorso, personale ed individualizzato, di reinserimento sociale. Il rischio evidente, qualora venisse approvato il suddetto Regolamento, è che si venga a perdere la specificità dell’azione penale minorile. Oggi come oggi, circa 350 assistenti sociali sull’intero territorio nazionale seguono oltre 20.000 minori nei percorsi di uscita dal circuito penale. E grazie alle attività svolte all’interno del Dipartimento, e all’applicazione delle misure specifiche quali la sospensione del processo e la messa alla prova, il tasso di recidiva dei minori autori di reato è ridottissimo. Davvero si vuole ipotecare il futuro di questi ragazzi per un ipotetico risparmio attualmente da dimostrare, ‘conti alla mano’?”

Roma, 21 febbraio 2014

Per ulteriori informazioni:
Chiara Giorgi
I-Mage per CNOAS
Tel. 0632111980

Informazione equidistante ed imparziale, che offre voce a tutte le fonti di informazione

Exit mobile version