Iran: Il numero delle esecuzioni è arrivato a 83 dal 6 al 30 Gennaio

Esecuzione clandestina e collettiva di sei prigionieri nella prigione di Urumiyah
Il disumano regime teocratico ha impiccato clandestinamente sei prigionieri nella prigione centrale di Urumiyah il 30 Gennaio. Inoltre il giorno prima, l'intelligence dei mullah hanno portato la notizia dell'esecuzione di due prigionieri politici alle loro famiglie.
Finora, queste esecuzioni hanno portato il numero di quelle registrate a Gennaio a 83. E questo mentre il loro numero a Gennaio 2013 era di 46, il che dimostra un aumento di circa il 90%.
In un altro episodio, martedi 28 Gennaio, gli aguzzini del regime hanno messo sotto pressione sette prigionieri del Kurdistan nella sezione 350 della prigione di Evin perché collaborassero con il regime. Sono stati minacciati che, nel caso si fossero rifiutati, il tribunale supremo del regime li avrebbe rapidamente condannati a morte con le accuse di Moharebeh e“propaganda contro il sistema” e che le sentenze sarebbero state eseguite.
Il trend in crescita costante delle esecuzioni, utilizzate per amplificare l'atmosfera di terrore nella società, tradisce la paura dei mullah per il diffondersi del malcontento popolare causato dalle dimensioni crescenti della repressione e dal catastrofico andamento del tasso di povertà e disoccupazione, nonché dalla distruzione di tutte le infrastrutture economiche e produttive del paese.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
31 Gennaio 2014
Iran: due prigionieri morti sotto tortura nelle prigioni di Bandar Abbas ed Esfahan
Domenica 26 Gennaio, Moussa Sohrabi, un giovane atleta detenuto nella prigione di Bandar Abbas, è morto sotto tortura. I suoi aguzzini si sono particolarmente accaniti su di lui a causa del suo rifiuto di arrendersi alle loro intimidazioni. Il regime dei mullah ha detto che la causa della morte è stata suicidio, per nascondere il suo crimine.
Il 5 Gennaio, Shahab Farzan, un giovane di 31 anni, laureato in fisica all'Università di Esfahan, dopo aver sopportato otto mesi di prigionia è morto in circostanze sospette. Secondo alcuni testimoni, le guardie hanno preso Shahab il mattino e quando è stato riportato in cella, la sua faccia e le mani mostravano chiari segni di tortura e non riusciva a stare in piedi. È caduto ed è morto prima che chiunque potesse aiutarlo.
La morte sotto tortura e l'omicidio dei prigionieri mediante agenti tossici è un metodo notoriamente utilizzato dal regime per l'eliminazione fisica dei prigionieri. Sattar Beheshti, arrestato il 31 Ottobre 2012, perse la vita solo quattro giorni dopo il suo arresto a causa delle brutali torture praticategli nella prigione di Evin. Amir Moussai nella prigione di Borazjan, Alireza Shahbakhsh nella prigione di Zahedan, Afshin Ossanlu, sindacalista, nella prigione di Evin ed Ali Marashi nella prigione di Ahwaz, sono alcuni dei prigionieri che hanno perso la vita a causa delle torture nel 2013.
Le esecuzioni arbitrarie e di massa, l'utilizzo continuo della tortura più brutale e l'assassinio di prigionieri sotto tortura, richiedono ora più che mai la presentazione del dossier sulle violazioni dei diritti umani in Iran al Consiglio di Sicurezza. L'inerzia di fronte a questi crimini, alle torture e al ripetersi delle esecuzioni in Iran, non fa altro che incoraggiare il regime a compiere altre torture ed esecuzioni.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
30 Gennaio 2014
Mahmoud Hakamian
Cell: 3776850726
@HakamianMahmoud

Lascia un commento