LEGGE ELETTORALE. PAURA: Responsabilità  civile oggettiva dei partiti

La prassi è stata introdotta per le società di calcio e funziona. Perché non dovrebbe funzionare anche per i partiti? Tizio, funzionario pubblico, assessore, consigliere, parlamentare del partito dei “Gialli”, nell’esercizio del suo mandato scappa con la cassa? Il Partito risponde in solido restituendo subito il mal tolto salvo poi rivalersi, fatta salva la responsabilità penale che è e resta ovviamente personale. L’art. 2049 del codice civile: “Responsabilità dei padroni e committenti” già disciplinahttp://www.dirittoprivatoinrete.it/responsabilitàpadroni.htm eventualità del tipo. Non stiamo scoprendo l’acqua calda. In epoche di latrocini quotidiani a danno della collettività, sarebbe proprio la migliore proposta che si potrebbe avanzare in tema di legge elettorale. Sì, ci parlano di un sacco di proposte dai nomi più o meno suggestivi sino allo spasimo ed al ridicolo ma le questioni sono solo tre: premio di maggioranza, liste bloccate, preferenze. Il resto chiacchiere da commissioni di capigruppo barcamenantisi in cervellotici conteggi pro-domo. Già, qualcuno potrebbe dire, allora se un mio assessore nominato dal mio partito impazzisce, io dovrei pagare per lui? Non esiste proprio. Certo che nel caso dell’impazzimento mancherebbe il rapporto di causalità ed anche il partito, in quel caso, sarebbe esente dal risarcire il mal tolto. Anche se in 50 anni di repubblica non è stato registrato nessun caso di impazzimento da parte di malfattori pubblici che hanno malversato, rubato arricchendosi con il denaro pubblico. NESSUNO! Il 100% cioè di sani di mente. Sempre che, per intenderci, rubare, malversare oppure appropriarsi del denaro della cosa pubblica non significhi essere pazzi (sic!) il che significherebbe parlare almeno del 50% di pazzi circolanti nel paese gestori di posti cruciali. Parlare di responsabilità civile oggettiva del partiti significherebbe porre nella discussione un pomo della discordia assai pernicioso ma propagandisticamente parlando formidabile. Qualcosa che neanche la perentoria ed originale politica di Grillo ha mai pensato. E poi, significherebbe soprattutto presentare una proposta non solo coraggiosa nella sostanza ma completamente nuova. A quel punto servirebbero più le preferenze? Si potrebbe pensare di eliminare la soglia di sbarramento ai partiti introducendo quella inerente le sostanze delle sue casse, per esempio non so. Avremmo dato un compito di responsabilità finalmente ai partiti in quanto tali. Non sarebbe, come qualcuno potrebbe obiettare, simile al “il partito non poteva non sapere” perché lo sapesse oppure no, per il semplice fatto dell’accertamento di un rapporto di causalità precipuo, si troverebbe a risarcire. Punto e basta sapesse o no. Tu, partito Giallo hai scelto Tizio e ne hai garantito la condotta specchiatissima ed illibata, ti sei battuto per lui, ti sei speso in campagna elettorale, hai garantito la sua competenza? Se fugge con la cassa, allora sarai chiamato a risarcire. Vogliamo parlare anche di una proposta di stampo populista. Sta bene, populista! Ma chi la facesse otterrebbe un consenso elettorale senza precedenti in quanto, volente o nolente, l’elettore si sentirebbe più sicuro alla luce di una assicurazione di questa portata. Invece cosa succede? Succede che, dal momento che si dà per scontato che i miei delegati pubblici ruberanno sicuramente (si tratta di capire solo quanti di loro lo faranno) ed attingeranno dalle casse pubbliche per arricchimento personale, io segretario, io partito, mai proporrò una cosa del genere. In pratica l’eccezione (rubare) è ritenuta una regola non viceversa. Una cosa del genere inviterebbe a maggior fiducia nella politica e nei politici mettendo in condizione l’elettorato esausto e sconfortato di ricominciare ad interagire con il sistema. Insomma non basta denunciare demagogicamente che la politica deve cambiare senza fare nulla di sostanziale. Introdurre la responsabilità civile oggettiva dei partiti sarebbe un provvedimento esageratamente sostanziale. Altro che pazzie!

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