LETTERA APERTA A MASSIMO GRAMELLINI

Gentile Gramellini, che tristezza! Che tristezza aver ascoltato anche dalla sua bocca una serie di inesattezze e informazioni scorrette sul caso Stamina. Proprio da lei questo non ce lo aspettavamo. Ma, evidentemente, essere disinformati e fare disinformazione sta diventando lo sport preferito di chi partecipa alle trasmissioni in Tv, anche di rinomati scrittori. Peccato che, quando si parla di argomenti come quello che ha trattato lei nella trasmissione «Che tempo che fa» domenica sera, si rischia di ferire il cuore e l'anima di famiglie già abbastanza gravate dal dolore della malattia dei propri cari. Lo sa lei, signor Gramellini, che cosa significa vivere giorno dopo giorno con un figlio che si chiama Sofia, Smeralda, Celeste, Federico (per citarne alcuni), per i quali i medici hanno già emesso il loro verdetto di morte? Lo sa lei, signor Gramellini, come ci si sente quando si toccano con mano gli effetti benefici di una cura, ma giornalisti disinformati (o, in alcuni casi, “venduti”) contribuiscono con quello che scrivono o dicono in Tv a mettere a repentaglio la possibilità per quei bambini di continuare la cura? Ma lo sa lei, signor Gramellini, che prima di andare in Tv a ripetere ciò che si è letto sui giornali copia-e-incolla, avrebbe avuto il dovere di informarsi, e di farlo per bene? Perché prima di parlare non ha contattato le famiglie di Smeralda, Celeste, Federico e così via, che sicuramente avrebbero messo a sua disposizione quelle cartelle cliniche sulle quali i risultati della cura son ben riportati? Invece no. Si preferisce ripetere le dis-informazioni riportate da altri, quasi che i giornalisti e gli scrittori fossero diventati pappagalli incapaci di leggere, parlare con le persone, informarsi e, poi sì, farsi un'idea e riferirla o scriverne. Che tristezza, signor Gramellini. Da lei questo proprio non ce lo aspettavamo. Dare una stilettata, l'ennesima, ai cuori di genitori in affanno. Sappia, signor Gramellini, che, se le cure compassionevoli della Metodica Stamina, dovessero venire eliminate dagli Spedali Civili di Brescia, lei e tutti quelli che hanno fatto e continuano a fare disinformazione sarete ritenuti in prima persona responsabili di quello che accadrà a tutti i bambini e le persone in cura, e dovrete risponderne davanti alla legge, oltre che alla vostra coscienza.

L'ufficio stampa

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