Roma 2013: Salviamo il piccolo commercio sul litorale romano

A quanto pare, si è registrato un calo di circa il 15% rispetto allo scorso anno nel piccolo commercio del litorale romano con punte che arrivano anche a contrazioni del 25%. Un preoccupante calo progressivo che dura da quattro anni. Le attività commerciali sono allo stremo su questo territorio, bisogna invertire la tendenza, per superare quello che giornalmente vediamo. Troppe serrande chiuse e insegne spente.

Serve una legge che riveda la disciplina degli orari di apertura del commercio la domenica e nei festivi, demandando la materia alle competenza di Regioni ed enti locali. Le liberalizzazioni indiscriminate messe in atto dal governo stanno umiliando i piccoli esercizi, desertificando il nostro territorio. Chiudono le attività a conduzione familiare e aprono Banche e Finanziarie; se ne saranno accorti in molti. La politica dei partiti ha lasciato proliferare i centri commerciali nella nostra città ed è responsabile di quello che sta avvenendo. Si continua a proteggere gli interessi delle solite lobby e del grande commercio. La legge c'è ed è stata presentata dal M5S, ma arrivata in aula conservando solo il titolo, perché la maggioranza delle lobby e dei grandi potentati economici, che aveva votato le liberalizzazioni di Monti, ha prontamente presentato gli emendamenti soppressivi che cancellano tutti gli articoli uno per uno. Bisogna dunque ripartire e lo facciamo dal basso. N!
oi vogliamo difendere le piccole e medie imprese, tutelare il tessuto sociale e commerciale del nostro territorio e per questo ho preparato un documento di sostegno sulla base della legge presentata e PUNTUALMENTE RESA INEFFICIENTE DAGLI EMENDAMENTI DELLE LOBBY, per ripartire. Lo presenterò al nostro gruppo di lavoro municipale prima di portarlo in commissione. Questa è quindi una battaglia “a favore della piccola e media impresa dei nostri quartieri”, innanzitutto. Si focalizza su un tema caro tanto ai consumatori quanto ai gestori dei piccoli esercizi “fagocitati” nella competizione e dalle scelte scellerate di una classe politica, e che non di meno riguarda i diritti basilari dei lavoratori e la loro qualità di vita.

Inviterò nella Commissione di cui sono presidente le associazioni di categoria e in primis il presidente ASCOM Roma Litorale Luca Capobianco che recentemente ha denunciato la preoccupante situazione. Ritengo importante un confronto e se necessario anche modifiche al documento per portare avanti una battaglia a tutela dei piccoli commercianti e dei lavoratori che preveda come obiettivo il trasferimento dei livelli decisionali, una vera autonomia che permetta alla politica e ai commercianti di programmare e difendersi dai grandi interessi.

Spero di concludere l'iter prima della prossima assemblea romana dove con il gruppo di attivisti porteremo il tema all'attenzione dei nostri parlamentari.

Non molliamo e vinciamo noi!

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