Perché Scalfari non si legge il Catechismo della Chiesa Cattolica?

Strano articolo su La Repubblica del 29 dicembre: “La rivoluzione di Francesco: ha abolito il peccato”. Strano assai, giacché non risponde al vero. Scalfari scrive: Francesco abolisce il peccato servendosi di due strumenti: identificando il Dio cristiano rivelato da Cristo con l'amore, la misericordia e il perdono. E poi attribuendo alla persona umana piena libertà di coscienza.”. E che vuol dire? Poiché chi pecca è perdonato da Dio misericordioso, significa che non ha peccato? E poiché ha piena libertà di coscienza, il che in realtà non è sempre vero, significa che non può peccare? E’ ovvio che non peccano coloro che fanno il male non essendo consapevoli di fare il male, ma coloro che scelgono di fare il male sapendo di fare il male, peccano, eccome se peccano. E dove sarebbe questa rivoluzione? Papa Francesco ha affermato cose che si trovano scritte nel Catechismo della Chiesa Cattolica: “Perché un peccato sia mortale, si richiede che concorrano tre condizioni: «E’ peccato mortale quello che ha per oggetto una materia grave e che, inoltre, viene commesso con piena consapevolezza e deliberato consenso»” (n. 1857). Perché Scalfari non se lo legge? Se Papa Francesco avesse abolito il peccato, come afferma Scalfari, agli occhi di Dio non ci sarebbe differenza tra santi e assassini.
Renato Pierri

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