CRISI D’IDENTITA’

La Stampa d’Emigrazione è in “crisi”. Lo scriviamo con convincimento, sicuri che il problema va ben oltre gli aspetti economici di tutte le testate edite per i Connazionali oltre frontiera. Meglio si presenta la situazione nel Web; ma potrebbe essere anche quest’osservazione di natura meramente transitoria. Pur se non mancano quelli che ancora credono in un mezzo di comunicazione e d’informazione coerente, calano le testate stampate all’estero anche perché non più coraggiosamente sostenute da quella sorta d’Associazionismo che aveva dato all’informazione un suo contributo, pure economico, sino alla fine del secolo scorso. Ora si legge di meno e la tecnologia satellitare consente d’avere notizie dalla Patria senza tanti problemi ed Internet ha fatto il resto. E’ cambiato anche il modo d’interpretare i fatti che interessano gli italiani nel mondo. I cambiamenti sono stati rapidi e gli adeguamenti non hanno tenuto lo stesso passo. La Stampa italiana all’estero, in giro d’una dozzina d’anni, non è stata più in grado d’interpretare le nuove esigenze di una Comunità armonicamente integrata con quella dei Paesi ospiti. In questi tempi incerti, la Collettività italiana nel mondo vive momenti difficili. Hanno vinto i compartimenti “stagni” ed alcune realtà, con cui s’andava ad identificare la nostra stampa, hanno perso, progressivamente, la loro centralità. A nostro avviso, è tramontato quello spirito d’appartenenza che ha ridimensionato i potenziali Lettori di un giornalismo più d’informazione che d’opinione. Con convincimento, molti italiani all’estero hanno scelto d’essere spettatori e non protagonisti di certe situazioni che, invece, avrebbero dovuto vederli compartecipi. L’informazione di militanza è tramontata col Nuovo Millennio. Di questa condizione ne ha risentito tutta la stampa a loro dedicata. Soprattutto nello scacchiere europeo dell’informazione. Il futuro della nostra Stampa appare sempre meno percorribile. Senza una condivisione diretta, si presenta più difficile portare avanti un giornalismo di militanza. Così, l’informazione è stata ridimensionata; anche tramite una ristrutturazione delle testate di tanti periodici al servizio degli italiani all’estero. Di fatto, la nostra Stampa ha dovuto adeguarsi all’evoluzione dei Lettori, oggi sempre meno coinvolti con i problemi d’Italia. Mentre scriviamo, ci siamo chiesti se può avere ancora un senso un’informazione più internazionale che nazionale. La Stampa d’Emigrazione, nonostante tutto, intende andare avanti pur nella pluralità di scelta dei Lettori. Così, pur riducendosi la periodicità dei nostri giornali cartacei e contando sulla buona volontà delle nuove Generazioni, la Stampa d’Emigrazione continuerà per un percorso diverso da quello originale ma, pur sempre, in armonia con un’informazione scevra da schieramenti che, dati i tempi, non potranno durare più di tanto. La crisi d’identità, della quale sentiamo tutto il peso, dopo oltre mezzo secolo di nostro impegno pubblicistico, non riuscirà a farci desistere da un vincolo sentimentale che abbiamo fatto nostro in gioventù e che non intendiamo, ora, disconoscere nella vecchiaia.

Giorgio Brignola

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