UE CONSIGLIO EUROPEO Conclusioni — 7-8 febbraio 2013

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II. RELAZIONI ESTERE

Primavera araba

9. L'Europa ed i suoi partner del Mediterraneo meridionale condividono un vicinato comune e sono accomunati da interessi e preoccupazioni condivisi. L'UE è fortemente determinata ad impegnarsi in un partenariato reciprocamente vantaggioso, volti a realizzare uno spazio di prosperità condivisa, un'associazione politica più stretta e un'integrazione economica graduale e fondati sull'adesione ai valori universali, quali la democrazia, il rispetto dei diritti umani, lo stato di diritto e la parità di genere. La società civile ha un ruolo importante da svolgere nella transizione verso la democrazia.
Lo sviluppo di questo partenariato dovrebbe essere realizzato ricorrendo ad un'ampia gamma di strumenti e richiede un impegno a lungo termini da entrambe le parti

10. Nel corso degli ultimi due anni si sono verificati nella regione cambiamenti radicali, con
importanti transizioni democratiche all'indomani della primavera araba. In vari paesi si sono tenute per la prima volta elezioni democratiche e si stanno ponendo progressivamente le fondamenta essenziali della democrazia. L'UE sostiene con forza tali processi ed incoraggia i governi, nonché le forze politiche e sociali dei paesi interessati, a proseguire gli sforzi volti a sviluppare democrazie stabili e solide al di là dei processi elettorali, che dovrebbero essere liberi ed equi, e ad elaborare processi inclusivi fondati sul dialogo.

11. Tale processo di transizione democratica richiederà del tempo e deve tener conto delle realtà politiche e sociali delle comunità locali interessate, ma deve fondarsi in modo chiaro sulla promozione e sulla protezione dei diritti umani, delle libertà fondamentali e dello stato di diritto. Molti paesi della regione si trovano nel contempo a far fronte a sfide socioeconomiche considerevoli, che occorre affrontare con urgenza sia per consentire alle loro economie di ripartire su basi solide, sia per contribuire al consolidamento della transizione democratica.

12. L'UE ha dato prova di un forte impegno a favore di questo nuovo partenariato, in uno spirito di cotitolarità, sin dall'inizio della primavera araba ed è decisa a rafforzare ulteriormente il proprio sostegno ai processi di transizione democratica ed economica nella regione, sulla base di un approccio differenziato, in base al quale i paesi che si stanno più adoperando a favore delle riforme democratiche ricevono più sostegno.

Tale partenariato comprende:
a) l'assistenza alla trasformazione democratica, allo sviluppo della società civile, dello
stato di diritto, dei diritti umani e della parità di genere e di una maggiore trasparenza ed
efficienza nei processi elettorali, anche mediante la prestazione di consulenza e
cooperazione a livello tecnico, nonché l'invio di missioni di osservazione elettorale;
b) il rafforzamento della cooperazione nel settore della libertà, sicurezza e giustizia, in
particolare mediante i dialoghi in materia di migrazione, mobilità e sicurezza , nonché
mediante lo sviluppo di partenariati per la mobilità ed il sostegno nell'affrontare le sfide
dello stato di diritto, della riforma del settore della sicurezza e della gestione dellefrontiere;
c) la promozione di una prosperità economica condivisa, anche contribuendo alla stabilità
macroeconomica, promovendo le riforme economiche e un clima favorevole a imprese e
investimenti e mantenendo lo slancio per quanto riguarda gli accordi di libero scambio
globali e approfonditi, con conseguente moltiplicazione delle possibilità di scambi commerciali e di crescita;
d) contatti interpersonali, in particolare per quanto riguarda la promozione degli scambi tra
giovani nell'UE e nei paesi vicini meridionali, segnatamente nel quadro del programma
Erasmus Mundus. Occorre riservare particolare attenzione alla promozione
dell'occupabilità dei giovani e delle donne. La Commissione fornirà in particolare
assistenza e consulenza per migliorare la qualità dell'istruzione e della formazione
professionale, per intensificare ulteriormente gli scambi di studenti, per sviluppare un
dialogo politico in materia di istruzione, occupabilità e formazione professionale,
nonché per promuovere la scambio di giovani;
e) la cooperazione rafforzata in un'ampia gamma di settori, quali la ricerca,
l'imprenditorialità e le PMI, l'agricoltura, i trasporti, compresi i servizi aerei e marittimi,
l'ambiente, i cambiamenti climatici, l'energia, le telecomunicazioni, la creazione di
capacità delle amministrazioni, la cultura, nonché la condivisione di conoscenze e lo
scambio di esperti per quanto riguarda i processi di transizione;

13. Sono state istituite delle task force congiunte con alcuni di questi paesi per assicurare che l'approccio adottato dall'UE sia globale e coerente. È anche importante assicurare maggiori sinergie e coordinamento tra il sostegno fornito dall'UE, dai suoi Stati membri e da altri attori.

14. Questo impegno globalmente rafforzato ha comportato la messa a disposizione di fondi aggiuntivi e di assistenza macrofinanziaria ai paesi in transizione. L'UE si impegnerà a fondo per sostenere le riforme e rispondere alle esigenze dei singoli paesi a breve, medio e lungo termine. La BEI è invitata a continuare a rafforzare il proprio sostegno agli investimenti nel settore privato, in infrastrutture ed in materia di cambiamenti climatici nella regione.

15. È inoltre necessario esplorare nuove vie per rafforzare il dialogo politico, anche al più alto livello, con i paesi in fase di transizione democratica e promuovere sinergie con iniziative regionali quali l'Unione per il Mediterraneo e il “dialogo 5+5”. L'UE sosterrà inoltre gli sforzi verso una maggiore integrazione regionale. Il Consiglio europeo si compiace della comunicazione intitolata “Sostenere il rafforzamento della cooperazione e dell'integrazione regionale nel Maghreb”.

16. Il Consiglio europeo esorta le istituzioni dell'UE, gli Stati membri e i partner mediterranei a mantenere un elevato livello di sforzo e di impegno. Invita l'alto rappresentante e la Commissione a seguire le relazioni con i vicini meridionali, ed il Consiglio a valutare l'efficacia delle politiche e degli strumenti dell'UE nell'assistere la transizione politica ed economica nella regione, riferendo in proposito entro giugno 2013.

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