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Aosta, dirigente denunciato per peculato ottiene incarico regionale

di Marika Demaria

Può una persona denunciata per peculato e simulazione di reato avere un incarico regionale? In Valle d’Aosta sì, suscitando non poche polemiche.
Accade questo. Andrea Ferrari, nell’ottobre 2010, viene nominato direttore della casa di riposo “JB Festaz” di Aosta. Alle sue spalle, un incarico come dirigente del Servizio Personale della Regione Autonoma Valle d’Aosta (nella foto, Palazzo Regionale) e, prima ancora, un altro incarico dirigenziale delle Politiche sociali dell’assessorato regionale.
Nella primavera di quest’anno, Ferrari segnala alle forze dell’ordine il furto – ad opera di ignoti – di mobili, anche pregiati, presenti all’interno della struttura che ospita persone anziane o comunque non più autosufficienti. Il 24 maggio, la svolta. La polizia del capoluogo valdostano denuncia a piede libero proprio Andrea Ferrari. È lui, secondo le indagini condotte dalla Digos, ad aver rubato la mobilia, utilizzando talvolta un furgone della casa di riposo che dirigeva per trasportarla in un garage. Le accuse a carico dell’ormai ex direttore (ha rassegnato le dimissioni sono dunque di simulazione di reato e di peculato. E arriviamo all’attualità. Venerdì 23 agosto la Giunta regionale, con una delibera (la 1401) approvata all’unanimità, stabilisce nomine e incarichi dirigenziali. Tra i vari nominativi, ne spiccano due. Il primo è, appunto, quello di Andrea Ferrari, a cui è stato conferito l’incarico di dirigente della Struttura studio, ricerca e collaborazione del dipartimento enti locali, servizi di prefettura e protezione civile.
La notizia, riportata sugli organi di informazione locali, ha suscitato non poche polemiche. Tanto da costringere l’ufficio stampa regionale a inviare una nota alle redazioni valdostane, precisando che: “Andrea Ferrari dal 15 giugno 2007 è stato inquadrato, in qualità di vincitore di pubblico concorso, nella qualifica unica dirigenziale dell’Amministrazione regionale. Si precisa inoltre che ai sensi dell’art. 17 del contratto collettivo regionale di lavoro del 5 ottobre 2011 (Testo unico delle disposizioni contrattuali di primo livello relative alla dirigenza del Comparto unico della Regione Valle): «Tutti i dirigenti, assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato, hanno diritto ad un incarico».
Un’altra nomina che ha fatto storcere il naso a molti cittadini – a giudicare anche dai commenti apparsi sui social network – è quella dell’ingegnere Raffaele Rocco, riconfermato coordinatore del dipartimento programmazione, difesa del suolo e risorse idriche. Il 28 maggio, Rocco è stato condannato dalla Corte dei Conti al risarcimento – nei confronti della Regione – di 261 mila euro per la mancata riscossione di un canone relativo all’estrazione di 14 mila metri cubi di inerti nell’alveo della Dora Baltea tra Donnas e Pont Saint Martin, a seguito di lavori svolti nel 2006 dalla ditta valdostana“Icoval srl”. Nella sentenza, si legge: “Secondo la deliberazione della Giunta Regionale n. 25 dell’11 gennaio 2006, l’autorizzazione andava rilasciata con apposito disciplinare sottoscritto dal concessionario in segno di accettazione, recante le condizioni secondo le quali andava realizzato l’intervento, e doveva essere quantificato il canone dovuto, e il canone medesimo doveva essere versato. Tutte queste prescrizioni non venivano osservate.”
Allora come adesso, Rocco è appunto coordinatore del dipartimento programmazione, difesa del suolo e risorse idriche.

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